IL DIARIO DI ETRASH, UN GRANDE E SAGGIO AKIM ILLUMINATO, CAPO REPARTO PRESSO IL GRANDE OSPEDALE DELLA CONOSCENZA E DELLA COMPASSIONE DEI NIBIRUIANI (Prima parte: estratto del settimo episodio della saga del Pianeta dei Giganti di Ninmah Damkina).
Egli si chiamava Etrash era discendente di Adamo ed Eva, faceva parte della razza Homo Sapiens Sapiens, lavorava come Akim (medico) al palazzo del suo maestro una persona molto speciale. Lui e i suoi fratelli e sorelle umani credevano che il maestro fosse una divinità, perché egli era il padre e creatore di tutti gli Esseri Umani, colui che con un miracolo divino, chiamato ingegneria genetica, aveva creato sia il giovane Etrash sia tutta la sua specie.
Il giovane Akim di circa trent'anni in quel momento si trovava in sala operatoria insieme al suo maestro e ai suoi colleghi, nella sala si era diffuso il panico, i visi dei medici erano tristi, tesi e sconsolati, l'espressione del maestro era la più avvilita ricolma di dolore e dispiacere, egli tratteneva a stento le lacrime.
Il giovane Etrash era alle prese con l'accudire tutti i pazienti ricoverati in fin di vita nella clinica, osservava con molto dispiacere il suo maestro. Egli era un uomo bellissimo e affascinante, come età anagrafica poteva dimostrare circa cinquant'anni se rapportato ad un uomo umano, solo che in realtà era molto più anziano, Etrash era convinto fosse immortale perché sembrava non invecchiasse mai. Il maestro in quell'istante indossava il suo camice bianco da medico, decorato con il solito disegno cucito a mano, simbolo dell'intera stirpe degli Dei luminosi: il caduceo.
Lui era alto circa tre metri, un cranio espanso dolicocefalo, era diverso dal cranio umano, Etrash lo conosceva bene, perché aveva studiato per anni anatomia umana all'Università di Medicina. Il maestro era di corporatura atletica, robusta, sensuale, assolutamente perfetta, gli Dei avevano il corpo ancor più perfetto degli Esseri Umani, aveva gli occhi grandi, dolci, intensi ed espressivi di colore verde smeraldo, i capelli lunghi biondo scuro, raccolti con una coda spettinata.
Il giovane Etrash lo amava profondamente con tutto il cuore, era l'unico amore della sua vita, per questo motivo non si era mai sposato, provava una certa gelosia fastidiosa nei riguardi della moglie del maestro, la madre primordiale di tutti gli Esseri Umani, colei che tenne in grembo i suoi progenitori Adamo ed Eva, la sublime signora maestosa e splendente Ninmah Damkina.
Ella sedeva sempre accanto al maestro a cui dava spesso consigli, era una grande guaritrice molto erudita, si occupava solitamente di insegnare alle donne umane i segreti della scienza e della medicina. Tuttavia il giovane Etrash era molto deluso non riusciva proprio a darsi pace, ed a perdonare i suoi consimili per tutto il male, la violenza e la distruzione che stavano seminando sulla Terra in quell'ultimo periodo. Ormai l'Età della scienza e la conoscenza Umana era in declino, essa si poteva collegare alla grande Età dell'Oro, l'era antica e luminosa in cui gli Dei scesero per la prima volta sulla Terra con le loro astronavi spaziali e crearono gli Esseri Umani.
Il giovane Akim di circa trent'anni in quel momento si trovava in sala operatoria insieme al suo maestro e ai suoi colleghi, nella sala si era diffuso il panico, i visi dei medici erano tristi, tesi e sconsolati, l'espressione del maestro era la più avvilita ricolma di dolore e dispiacere, egli tratteneva a stento le lacrime.
Il giovane Etrash era alle prese con l'accudire tutti i pazienti ricoverati in fin di vita nella clinica, osservava con molto dispiacere il suo maestro. Egli era un uomo bellissimo e affascinante, come età anagrafica poteva dimostrare circa cinquant'anni se rapportato ad un uomo umano, solo che in realtà era molto più anziano, Etrash era convinto fosse immortale perché sembrava non invecchiasse mai. Il maestro in quell'istante indossava il suo camice bianco da medico, decorato con il solito disegno cucito a mano, simbolo dell'intera stirpe degli Dei luminosi: il caduceo.
Lui era alto circa tre metri, un cranio espanso dolicocefalo, era diverso dal cranio umano, Etrash lo conosceva bene, perché aveva studiato per anni anatomia umana all'Università di Medicina. Il maestro era di corporatura atletica, robusta, sensuale, assolutamente perfetta, gli Dei avevano il corpo ancor più perfetto degli Esseri Umani, aveva gli occhi grandi, dolci, intensi ed espressivi di colore verde smeraldo, i capelli lunghi biondo scuro, raccolti con una coda spettinata.
Il giovane Etrash lo amava profondamente con tutto il cuore, era l'unico amore della sua vita, per questo motivo non si era mai sposato, provava una certa gelosia fastidiosa nei riguardi della moglie del maestro, la madre primordiale di tutti gli Esseri Umani, colei che tenne in grembo i suoi progenitori Adamo ed Eva, la sublime signora maestosa e splendente Ninmah Damkina.
Ella sedeva sempre accanto al maestro a cui dava spesso consigli, era una grande guaritrice molto erudita, si occupava solitamente di insegnare alle donne umane i segreti della scienza e della medicina. Tuttavia il giovane Etrash era molto deluso non riusciva proprio a darsi pace, ed a perdonare i suoi consimili per tutto il male, la violenza e la distruzione che stavano seminando sulla Terra in quell'ultimo periodo. Ormai l'Età della scienza e la conoscenza Umana era in declino, essa si poteva collegare alla grande Età dell'Oro, l'era antica e luminosa in cui gli Dei scesero per la prima volta sulla Terra con le loro astronavi spaziali e crearono gli Esseri Umani.
Fine prima parte
un abbraccio.😘😘😘😘
un abbraccio.😘😘😘😘
Ninmah Damkina.
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