“L’universo (che altri chiama la Biblioteca) si compone di un numero indefinito,
e forse infinito, di gallerie esagonali. Da qualsiasi esagono
si vedono i piani superiori e inferiori, interminabilmente.
Come tutti gli uomini della Biblioteca, in gioventù io ho viaggiato;
ho peregrinato in cerca di un libro, forse del catalogo dei cataloghi;
ora che i miei occhi quasi non possono decifrare ciò che scrivo,
mi preparo a morire a poche leghe dall’esagono in cui nacqui.”
(J.L. Borges, La biblioteca di Babele)
e forse infinito, di gallerie esagonali. Da qualsiasi esagono
si vedono i piani superiori e inferiori, interminabilmente.
Come tutti gli uomini della Biblioteca, in gioventù io ho viaggiato;
ho peregrinato in cerca di un libro, forse del catalogo dei cataloghi;
ora che i miei occhi quasi non possono decifrare ciò che scrivo,
mi preparo a morire a poche leghe dall’esagono in cui nacqui.”
(J.L. Borges, La biblioteca di Babele)







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