mercoledì 21 marzo 2018

Il mistero della Croce Egizia, la croce della vita, oggetto sacro per gli Dei: gli Annunaki o popolo dei Nibiruiani.

Buonasera ragazzi come state? Come al solito oggi è piovuto nuovamente, invece che iniziata la primavera sembra di essere ancora in Inverno… E va bé aspettiamo con ansia una giornata di Sole che pare davvero un miraggio 😅
Ebbene oggi siamo già a mercoledì a metà settimana e stasera volevo approfondire l’argomento relativo ai protagonisti indiscussi del mio primo libro: il popolo dei Gioviani chiamati dai Sumeri: Annunaki o Nibiruiani. Oggi vi volevo parlare più nel dettaglio delle loro tradizioni culturali, sociali e religiose, ma soprattutto di un simbolo misterioso e pieno di segreti molto caro a me, è molto importante per la cultura dei miei protagonisti: la Ankh Egizia la croce della vita.
Ecco a voi un’estratto di testo tratto dal mio libro… Buona lettura, e buona serata…❤️😘

“…All’interno del primo piano del tempio vi era una grande sala, chiamata “spazio sacro”, dove si svolgevano le cerimonie sacre. In fondo alla sala dello spazio sacro, vi era un grande altare di colore verde smeraldo, ricoperto da una tovaglia lussuosa, elegante e sfarzosa, ricamata e fatta del tutto a mano, adornata di pietre preziose, le più usate erano gli smeraldi. Inoltre sopra l’altare vi era un oggetto che raffigurava un altro simbolo molto caro alla cultura dei Gioviani: la Ankh o croce della vita. La Ankh rappresentava lo scorrere della vita, il principio dell’unione cosmica tra i due sacri opposti: maschile e femminile, generatrici di vita nella esistenza terrena e dell’equilibrio dell’intero Universo. Il sacro valore di questa croce era che sostanzialmente più l’unione generata dal sesso dei sacri opposti maschile e femminile era pura, genuina e legata da vero amore Universale, maggiore sarebbe stata la carica divina e d’amore immenso ed eterno che si esprimeva nel futuro figlio. Per i Gioviani la Ankh era un simbolo sacro e quindi era sempre presente nei Templi Sacri, dedicati al Dio Universale di cui l’essenza secondo la loro cultura era basata su due poli opposti: negativo e positivo, bene e male, luce e tenebra. Ecco perché la vita da Dio stesso generata era basata sulla dualità: maschile e femminile. Infatti il cerchio della Ankh situato sopra la croce, stava a rappresentare il principio sacro femminile Cosmico (l’utero: poiché la donna è colei che da la vita) unito all’asta che simboleggiava la forza del principio sacro maschile (il fallo: senza l’energia dell’organo sessuale maschile, la donna non può generare la vita da sola). Inoltre la Ankh era vista anche come porta fortuna, e si credeva che fosse in grado di scacciare la malasorte e le energie negative, infatti veniva regalato solitamente alle persone a cui si voleva molto bene, per proteggerle. Vi era una raffigurazione della Ankh sotto forma di basso rilievo pure nella porta d’ingresso del Tempio, costruita solitamente in legno pregiato.
Dietro l’altare il Sacerdote esponeva per i fedeli dei discorsi e insegnamenti saggi, riguardanti il Dio Universale Cosmico. I fedeli lo ascoltavano seduti sopra delle panche di legno situate nel lato destro e sinistro della sala. In più dietro l’altare sacro vi era raffigurata una scultura che simboleggiava l’aspetto del Dio Universale e Cosmico. I Gioviani credevano che il Dio Universale non avesse un aspetto Umanoide e tangibile ma fosse semplicemente solo energia e luce ricolma di amore e vita al suo interno. Però allo stesso tempo, essendo un popolo di cultura matriarcale, molto creativo e amante delle arti, usavano rappresentare il Dio Universale sotto le sembianze di una grande Dea madre che indossava un abito bianco ed elegantissimo e usciva da un grande oceano in tempesta. La Dea Madre simboleggiava il Dio Universale Cosmico e l’Oceano simboleggiava tutto l’Universo.
Inoltre nel grande muro dietro l’altare vi era una raffigurazione stilizzata realizzata con la tecnica del mosaico di una stella a sette punte luminosa e colorata, simbolo della cultura Gioviana, e di una rappresentazione artistica e simbolica del sistema solare, dei pianeti e delle sue caratteristiche.
Al centro della sala vi era un grande tappeto lussuoso e elegante totalmente fatto a mano e ricoperto di pietre preziose, di colore solitamente verde smeraldo. Inoltre al centro dello spazio sacro vi era sempre acceso un fuoco, ritenuto sacro anche per la cultura dei Gioviani, si credeva che la sua energia, la sua potenza e il suo calore, allontanasse la malasorte e le energie malvagie e oscure.
Alla fine del discorso del Sacerdote, i fedeli erano richiamati a effettuare la meditazione spirituale, seduti a terra con le gambe incrociate sopra il tappeto lussuoso ed al centro della sala e dinanzi al fuoco sacro. La meditazione spirituale si attuava in silenzio assoluto, e si cercava di liberare la mente da ogni pensiero, concentrandosi intensamente, per cadere quindi in una trance profonda. Era necessario con la meditazione riuscire a mettere in contatto la coscienza e l’anima con la luce e la voce di Dio ricolma di amore e pace, che i Gioviani come i Saturniani credevano fortemente risiedesse dentro i cuori, le coscienze e le anime di tutti gli esseri viventi e non viventi, e da Dio stesso generati.
Dopo aver effettuato la meditazione spirituale, il Sacerdote e i suoi fedeli erano richiamati a fare il cosiddetto “cammino sacro spirituale del Tempio”, dove bisognava percorrere tutti i sette piani del Tempio o dall’interno o dall’esterno, utilizzando delle grandi scalinate, in assoluto silenzio, in profonda meditazione e concentrazione.
Il cammino sacro e spirituale del Tempio, rappresentava il passaggio iniziatico e mistico dal mondo sotterraneo a quello superficiale, ovvero quello apparente, toccabile e tangibile, sino ad arrivare all’ultimo piano, il settimo quello Divino, che rappresentava il firmamento e l’infinito del Cosmo, per fondersi così spiritualmente e simbolicamente con il Dio Universale, imparando ad ascoltare con attenzione la sua voce interiore.
Anche i Gioviani come i Saturniani, i Marziani e i Venusiani ritenevano il Sole sacro, era considerata la stella madre, che aveva donato e garantiva la vita nell’intero sistema solare. Come i Saturniani, anche i Gioviani essendo un popolo molto razionale e concreto, non ritenevano il Sole una Divinità antropomorfa, come era considerato e adorato dai Marziani e Venusiani, ma semplicemente un astro celeste, una stella, che garantiva e proteggeva la vita nei vari pianeti. In omaggio all’astro solare anche i Gioviani, dedicarono quattro feste durante l’anno, che coincidevano con le quattro stagioni: la festa del Solstizio d’Inverno, del Solstizio d’Estate, dell’Equinozio di Primavera e dell’Equinozio d’Autunno. Tutte le feste dedicate alle quattro stagioni venivano celebrate all’interno del Tempio Sacro, che per l’occasione veniva addobbato di elementi e oggetti simbolici che richiamavano l’arrivo della stagione, si effettuavano inoltre canti e balli, e inni dedicati alla stagione che stava iniziando.
L’anno Gioviano iniziava con l’arrivo della primavera, anche per loro considerata una stagione sacra, in quanto favoriva la rinascita della vita, della natura e dei raccolti.
La primavera era una stagione assai attesa tutto l’anno, era ritenuta molto importante quasi sacra, poiché metteva fine finalmente alle gelate perenni invernali. Anche su Giove come su Saturno l’inverno era gelido ed assai lungo, per i Gioviani era difficile sopravvivere, poiché vi era davvero tanto freddo. Perciò per salutare ed omaggiare la stagione primaverile tanto attesa tutto l’anno, si usava fare delle grandi feste, sfarzose, eleganti in tutti i villaggi del pianeta, che si prolungavano per diverse settimane. Per tradizione, tra le famiglie Gioviane si scambiavano regali, come simbolo di augurio per l’abbondanza dei raccolti dei campi, e la fertilità dei terreni.
Anche i Gioviani, come i Marziani, i Venusiani ed i Saturniani, credevano che l’anima di un essere vivente si reincarnasse in un altro corpo fisico dopo la morte. Inoltre secondo il credo religioso dei Gioviani, molto simile a quello dei vicini Saturniani, lo spirito del defunto, dopo aver abbandonato il corpo fisico terreno poiché aveva concluso il ciclo vitale, aveva la libera scelta, se reincarnassi in un altro corpo fisico e così riniziare un nuovo ciclo di vita, oppure ricongiungersi nuovamente come alle origini, con il Dio Cosmico Universale, il Creatore di tutto ciò che esiste.
Anche per il popolo dei Giovani come i Saturniani, le salme dei defunti, erano sepolte nei cimiteri, dove il corpo dopo essere stato ricoperto di oli e ungenti vari, veniva sepolto sotto terra, e posto all’interno di una bara sacra, per divenire un tutt’uno con la natura. Oppure si procedeva con la tecnica della cremazione, si bruciava il corpo del defunto all’esterno del Tempio Sacro, in un grande falò a cielo aperto. Le due tecniche di gestione dei corpi, erano di libera scelta dello stesso defunto, che quando era in vita decideva, come desiderava essere sepolto, quando il suo ciclo vitale terreno si concludeva.
L’anno su Giove, ovvero la sua rivoluzione completa attorno al Sole durava 4333,2862 giorni sulla Terra odierna, pari a circa 12 anni terrestri. L’anno su Giove, venne denominato dai Gioviani con la sigla di “Shar”.
Nel loro calendario un anno Gioviano, ovvero uno “Shar” durava quindi 4333,2862 giorni terrestri, ed era suddiviso sempre in 12 mesi.
Un mese nel calendario Gioviano durava 361 giorni sulla Terra attuale, ed era suddiviso in 16 settimane, di 7 giorni ciascuna. Una settimana su Giove durava quasi 23 giorni sulla Terra odierna. Un giorno su Giove, ovvero la sua rotazione completa attorno al suo asse durava circa 77 ore sulla Terra odierna, quindi circa 3 giorni terrestri. La rotazione sul suo asse assai lenta, come anche Saturno, era relativa al fatto che era davvero un pianeta gigante, molto pesante, di una notevole massa e dimensione, provvisto al tempo dell’Età dell’Oro di superficie e crosta solida, questi fattori rallentavano radicalmente la sua rotazione.
Per i Gioviani il giorno festivo, di riposo settimanale e di valenza sacra poiché dedicato al Dio Universale, era il settimo giorno. Di solito si frequentava il Tempio Sacro per assistere alle cerimonie dei Sacerdoti, poi si frequentavano gli amici e parenti, e si trascorreva una giornata di completo relax e svago.
I Gioviani furono un popolo dotato di una forte sensibilità, di una sviluppata intelligenza e raffinata spiritualità, per l’arco di tutta la loro storia, vissero in perfetta armonia con tanto rispetto della natura, di tutte le creature animali e vegetali che li circondavano, praticando la meditazione spirituale, riuscivano a stabilire legami telepatici con il Dio Universale, che li suggeriva soluzioni progressive, utili per la loro evoluzione intellettuale e spirituale.
Eoni più tardi, in seguito alla loro progressiva evoluzione crebbero e si moltiplicarono, ci fu la nascita dell’agricoltura e della pastorizia, impararono a costruire dighe per incamerare l’acqua dei fiumi. Si formarono due tribù differenti, al nord e a sud del pianeta. Le due tribù erano comandante sempre da un Sovrano, e in questo periodo diedero vita alla commissione dei Sette Saggi Eruditi, uomini e donne del popolo, saggi maestri e padroni della scienza e della conoscenza, solitamente anche loro erano Sacerdoti, oppure semplici scienziati o astronomi, venivano eletti dal popolo ogni sette shar. I Sette Saggi Eruditi contribuivano nelle decisioni di amministrazione e gestione dei due regni del nord e del sud, collaborando con il Re, ed approvando leggi e decreti, scritti tutti nel Grande Libro, il Codice Civile della legge Gioviana.
I Gioviani svilupparono in breve tempo un linguaggio e una scrittura elaborata fatta di simboli particolari, la chiamarono “Cuneiforme”. Inoltre con la loro lingua, diedero il nome al loro pianeta di origine e lo chiamarono “Nibiru”, che significava: “Colui che è grande, potente e luminoso”. Divennero il popolo dei Nibiruiani e così si fecero conoscere e chiamare dagli altri popoli del sistema solare…”

Se vi ha incuriosito l’estratto del testo cosa aspettate a continuare la lettura del mio libro in formato e-book su Amazon GRATIS, mentre su YouCanPrint a SOLI 3,99…
Vi Aspetto numerosi…
un abbraccio forte.
Ninmah Damkina.









lunedì 19 marzo 2018

Le ali della farfalla.

E’ come una farfalla colorata ella fluttuava le sue ali cullate dal vento e dalla musica celestiale e melodiosa, ondeggiava il fianchi con sensualità e dolcezza… La giovane bellissima danzatrice rapì per sempre il cuore di un giovane passante che passeggiava in quel bazar, perso tra le vie e i cunicoli lunghi e stretti che profumavano di spezie aromatiche.
Egli rimase a contemplare la fanciulla dai grandi occhi verdi e intensi, e contemplava senza fiato e con il cuore in gola la sua bellezza celestiale, stregato dalle note melodiose della musica soave e sensuale, perso completamente tra le curve sinuose della sua bella musa e rapito dai suoi bellissimi occhi dolci e profondi…
Il giovane passante si era immerso in un sogno meraviglioso, ricolmo di emozioni, eros, passione ed amore, e in quell’istante non si voleva svegliare dai suoi desideri bramosi erotici e sessuali…
Sognava di perdersi tra i fianchi della ragazza, di baciare ed accarezzare le sue labbra e la sua pelle profumata e dolce… Egli sentiva di essersi innamorato a prima vista, e la sua passione per la danzatrice non si sarebbe mai placcata, era pronta ad esplodere da un momento all’altro come una tempesta o un fiume in piena… Il giovane desiderava ardentemente accarezzare i suoi capelli lunghi e mossi di color castano scura, bramava di baciare con la lingua i seni prosperosi e perfetti della ragazza e di unirsi in un solo corpo e in una sola carne con lei, seguendo in preda alla passione e al desiderio il ritmo della musica, che raccontava storie di passione e amore struggente, ardente e travolgente..
Ninmah Damkina.








venerdì 16 marzo 2018

WoodstBook, nuova piattaforma Web per scrittori emergenti…

Ciao ragazzi come state? Stasera è successo un evento speciale! Grazie a Sharon Vescio e a tutto lo staff per aver realizzato il nuovo blog WoodstBook dedicato a tutti gli scrittori emergenti, una piattaforma Web che riunisce tutti noi uomini e donne uniti dalla passione comune della scrittura! Venite a conoscermi su Woodstbook ed a leggere la mia scheda d’autore…
Un abbraccio forte e buona serata.
Ninmah Damkina.








giovedì 15 marzo 2018

Tu ci credi nelle favole? Ti piace sognare a occhi aperti? Vi presento il popolo dei Gioviani..

I Viaggiatori dello spazio: i popoli dei Gioviani e dei Saturniani. 


Ciao ragazzi come state! Oggi sono contentissima perché finalmente stasera per la giornata dedicata agli argomenti del mio libro vi presento i protagonisti indiscussi della mia favola, un popolo straordinario, intelligente, sensibile e saggio, gli abitanti del grande e maestoso Giove: il popolo dei Gioviani. Nella loro lingua di origine si facevano chiamare dalle altre popolazioni che abitavano gli altri pianeti del sistema solare: la civiltà dei luminosi Nibiruiani. Erano i maestri indiscussi e un punto di riferimento per gli altri popoli...I Gioviani erano luminosi, saggi ed eruditi, erano di rara bellezza, avevano gli occhi grandi, espressivi, dolcissimi, intensi e penetranti, e il sorriso così solare, rassicurante e pieno di vita, lasciavano del tutto disarmati e senza fiato...
Eccovi un estratto del mio primo libro, un abbraccio grande,
A presto e buona lettura...


"La civiltà dei Gioviani raggiunse un gradino di evoluzione molto alto nel temp, in concomitanza con quella dei Saturniani.
Il destino di entrambe le civiltà fu quello di percorrere un gradino dopo l'altro, le tappe fondamentali per la crescita successiva e futura. Tuttavia il popolo dei Gioviani divenne una civiltà oltre che molto intelligente, anche con una spiritualità, una saggezza e una sensibilità d'animo più profonda, dal cuore puro e genuino rispetto ai loro vicini Saturniani, più arcigni, severi, solitari e freddi.
I Gioviani, furono degli Esseri Autocoscienti dalle caratteristiche Umanoidi, frutto di una millenaria evoluzione di una sorta di ibrido tra un Essere Autocosciente dalla rara intelligenza assai sviluppata di origine mammifera, incrociato con un Essere Autocosciente di origine rettile, anche esso dotato di un quoziente intellettivo elevato. Specie particolari e insolite di animali, si svilupparono nel pianeta Giove, uniche nel loro genere e dalle caratteristiche molto differenti da quelle presenti sul pianeta Terra.
I Gioviani erano Esseri unici nel sistema solare, conosciuti per la loro rara bellezza e sensualità, erano ancor più affascinanti e attraenti dei Venusiani e dei Saturniani. I loro corpi erano perfetti, rispettavano tutti i canoni della proporzione, della simmetria, dell’armonia e regolarità. Esseri giganti che potevano arrivare sino ai tre metri d'altezza, con il cranio serpentiforme dolicocefalo, allungato verso l’alto, dai capelli solitamente lunghi e folti, di tutte le tonalità del biondo, castano, rosso e nero.
I nasi erano delicati e graziosi, le loro labbra carnose e morbide dal colore rosato, le orecchie proporzionate non troppo grandi e a punta come quelle dei Saturniani.
La loro pelle era molto chiara, bianca, delicata e vellutata, le guance del colore della pesca, gli occhi grandi, espressivi, dolci, intensi e profondi, i colori caratteristici erano: tutte le tonalità di verde, di azzurro, miele, castano, marrone o nero. Se ti capitava di incrociare il loro sguardo, l'immensa profondità e purezza ti catturava a tal punto da toglierti il fiato e farti rimanere immobile e incantato. Ti dava la sensazione di ritrovarti a contemplare l'infinito di un oceano bellissimo, limpido e magico, poiché erano creature sublimi e celestiali. I loro corpi erano glabri, privi di peli, i maschi avevano la barba, che curavano parecchio, come anche i capelli che nella loro cultura erano ritenuti sacri.
I maschi Gioviani avevano una corporatura possente, robusta, virile, attraente e atletica, le femmine erano più delicate ma sempre di corporatura robusta, possedevano un corpo sinuoso, pieno di curve, grazioso e sensuale, di rara bellezza disarmante. I visi di entrambi i sessi erano caratterizzati da lineamenti molto delicati, angelici e dolci.
La loro alimentazione era di tipo onnivoro, tuttavia erano più predisposti geneticamente ad assumere proteine derivate dalla carne. All'inizio della loro evoluzione, il popolo dei Gioviani abitava in piccoli villaggi semplici, gestiti da un capo villaggio, un Sacerdote esperto di meditazione spirituale, sciamanesimo e di scienze esoteriche. Vivevano prevalentemente di caccia, pesca e di raccolto, di ciò che li regalava la natura. Consideravano la natura sacra come il popolo dei Venusiani e quello dei Marziani. Erano convinti che l'equilibrio dei quattro elementi: Aria, Fuoco, Acqua e Terra, era fondamentale per la stabilità dell'intero Cosmo, solo che essendo anche loro un popolo razionale e concreto e non superstizioso, non avevano associato i quattro elementi naturali a Divinità antropomorfe.
I Gioviani, come i Saturniani, credevano fortemente ad un solo Dio Universale Cosmico, ed erano convinti che la fusione e l'equilibrio bilanciato di ogni elemento presente nella natura, costituito da polarità positiva e negativa, garantisse dentro la coscienza di ogni Creatura, il manifestarsi dell'essenza più genuina del Dio Universale: la Sorgente, Creatrice di tutto ciò che esiste.
In ogni villaggio in onore del Dio Universale avevano costruito un Tempio Sacro, amministrato dal grande Sacerdote, il suo aspetto era molto simile agli Ziggurat che molti eoni più tardi vennero realizzati anche sul pianeta Terra.
I Templi Sacri Gioviani, erano costruiti solitamente su montagne naturali o artificiali che loro chiamavano “Montagna Cosmica” erano delle strutture sovrapposte a base rettangolare molto alte, composte solitamente da sette piani, collegati da grandi scalinate sia esterne che interne. Man mano che si saliva sia dalle scale interne o da quelle esterne le strutture rettangolari che si sovrapponevano l’una sull’altra prendevano la forma di una piramide. Erano composti da mattoni di argilla mischiata a fango, anche inframmezzati con canne, ed essiccati al Sole. I Templi Sacri Gioviani erano visibili a grande distanza.
Il Tempio Sacro era propriamente definito un Monte Cosmico, cioè un’immagine simbolica del Cosmo. Veniva costruito in punti del pianeta caratterizzati da forte elettromagnetismo, e orientato solitamente seguendo precisamente i punti cardinali. I sette piani rappresentavano i sette cieli planetari e le divisioni dell’Universo: il mondo sotterraneo, la terra o mondo superficiale e il firmamento. Il Tempio Sacro o Montagna Sacra e Cosmica era considerato un autentico trono dove simbolicamente, secondo i Gioviani regnava il Creatore di tutto ciò che esiste, il Signore dell’Universo, il centro da dove tutto è stato creato.
All’interno del primo piano del tempio vi era una grande sala, chiamata “spazio sacro”, dove si svolgevano le cerimonie sacre. In fondo alla sala dello spazio sacro, vi era un grande altare di colore verde smeraldo, ricoperto da una tovaglia lussuosa, elegante e sfarzosa, ricamata e fatta del tutto a mano, adornata di pietre preziose, le più usate erano gli smeraldi. Inoltre sopra l’altare vi era un oggetto che raffigurava un altro simbolo molto caro alla cultura dei Gioviani: la Ankh o croce della vita...."



Se vi ha incuriosito l'estratto del mio libro, cosa aspettate ad approfondire la lettura anche gratis leggendo il mio ebook su Amazon.it, o a soli 3,99 su Youcanprint!
Un abbraccio forte.
NInmah Damkina


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https://www.youcanprint.it/…/il-pianeta-dei-giganti-primo-e










domenica 11 marzo 2018

La poesia e l’inquietudine della Notte Stellata di Vincent Van Gogh

“La mia triste malattia mi fa lavorare con furore sordo, molto lentamente, ma dal mattino alla sera senza interruzione … credo che questo contribuirà a guarirmi”.
Vincent Van Gogh
Ciao ragazzi come state? stasera si conclude il secondo weekend di Marzo, direi che quest’ anno il detto “Marzo pazzerello, guarda il sole e prendi l’ombrello” non è solo un semplice “detto” perché nell’arco di questa settimana ha fatto un tempo davvero pazzo e strano, pioveva tanto ma dopo qualche minuto smetteva e usciva il Sole, poi nuovamente scoppiava il diluvio Universale. Nel compenso le giornate sono belle pure quando piove, perché la pioggia ha un buon profumo.
Stasera per la giornata dedicata a tutte le arti, vi volevo proporre un quadro meraviglioso di un genio incompreso della storia, uno di quelli artisti di talento ma al suo tempo incompreso: Vincent Van Gogh. Il capolavoro si chiama: “la Notte Stellata”. E’ uno dei quadri dell’artista che preferisco perché mi trasmette intense emozioni… Percepisco un velo di inquietudine, tormento e malinconia in quei colori blu cobalto e in quei vortici di pennellate nei cieli… Van Gogh in questa magnifica tela ci vuole comunicare un importante messaggio, ovvero il suo stato d’animo cupo e turbato, il suo senso di solitudine incalzante e incolmabile, è come se quelle pennellate così marcate rappresentassero una sorta di instabilità emotiva, un urlo di aiuto, un sussulto di disperazione e spavento… Van Gogh esprimeva la proprie emozioni con l’arte, utilizzava l’arte per comunicare e trasmettere un messaggio a tutto il mondo, a quella gente che nel corso della sua triste esistenza lo aveva abbandonato, e non era stata in grado di capire e percepire il suo vero e intramontabile talento artistico…
Stasera vi volevo proporre un articolo molto interessante, dedicato proprio a questa bellissima tela di Van Gogh che analizza nel profondo il significato simbolico di questo quadro. E voi cosa ne pensate del quadro la notte stellata di Van Gogh? Cosa percepite osservando la tela?
Buona lettura…❤️❤️❤️
Un abbraccio grande.
Ninmah Damkina.

La potente Sovrana Inglese Elizabeth I Tudor, aveva in realtà una genetica di origine ibrida-Aliena?

Secondo le teorie di Adam Kadmon la potenza e l’intelligenza acuta e sviluppata della Regina Elizabeth Tudor che ha garantito pace e prosperità al popolo inglese per oltre 40 anni era collegata in realtà all’origine ibrida-aliena della sua genetica. Secondo le fiabe di Adam questa misteriosa Regina era direttamente protetta da questa razza Aliena che avrebbe creato per esperimento scientifico la razza Umana miliardi di anni fa, durante un Era molto antica e dimenticata che i miti chiamano: Età dell’Oro…
Inoltre, secondo queste interessantissime teorie, esisterebbero sulla Terra due razze di Esseri Umani…
1- Gli Esseri Umani di razza Homo Sapiens creati dall’unione intelligente dei geni dei primati e quelli di una razza Umanoide intelligente e autocosciente che popolava il nostro pianeta prima di noi, chiamati nei miti e nei testi sacri: Dei, Arcangeli, Angeli, Elohim, Annunaki, Giganti, Viaggiatori dello spazio, Alieni ecc.
2- Una Razza Umana Ibrida discendente diretta degli Dei, nata dall’Unione intelligente dei geni degli Dei direttamente con quelli di individui di razza Umana-Homo Sapiens. Essi sarebbero gli Eroi dell’Umanità, i Semidei, figli degli uomini e degli Dei stessi. Anche un verso della Bibbia ad un certo punto recita: <<Gli Elohim scesero dal cielo trovarono le femmine degli Uomini, ed ecco chi sono i famosi eroi dell'Umanità... >>
3- Infine attualmente, secondo queste Teorie di informazione alternativa, in cui il più informato e competente è Adam Kadmon, gli Dei o Creatori dell’Umanità non avrebbero un aspetto tangibile, ma sarebbero in realtà Umanoidi simili a noi Umani fatti solo di Energia Intelligente, perché forse la loro razza fisicamente si è estinta, quindi sono rimasti solo i loro spiriti o le loro coscienze. Coloro che noi Umani chiamiamo Dei sarebbero in realtà i nostri Creatori che ci hanno dato in eredità il pianeta Terra, loro ci proteggono e ci controllando in silenzio e in segreto sin dagli albori della nostra Creazione. Questi Dei sono stati creati a loro volta da colui che noi Umani chiamiamo “Dio Onnipotente” e che nelle tavolette Sumere gli Annunaki chiamano: “Creatore di tutte le cose o Creatore di tutto ciò che esiste”
Come vedete la vita in questa dimensione è una ruota che gira, e per quanto queste “Teorie o Fiabe” non siano dimostrabili dalla scienza e dalla ricerca ufficiale, rimarranno sempre a parer mio molto, ma molto affascinanti e interessanti=)
Quindi cosa aspettate godetevi questo video interessantissimo di Adam Kadmon, vi lascio pure un estratto della presentazione del video sul suo canale ufficiale su Youtube.
Buona visione.
Un abbraccio.
Ninmah Damkina.

<<….Questo video contiene la versione originale di cui "ignoti" hanno censurato audio poco dopo il caricamento (ascoltando il video capirete dove; appena possibile ricaricheremo la versione integrale, così vedremo se il fenomeno censorio si ripete). Si tratta di un audio realizzato da Adam Kadmon nell'ormai lontano 1996 e caricato in esclusiva per voi, qui sul suo canale youtube ufficiale. Nel video Adam illustra gli eventi storici accaduti nell'infanzia di colei che da una vita inizialmente molto sventurata, diventerà d'un tratto la potentissima regina Elizabeth Tudor. Gli episodi incredibili ma realmente accaduti della sua vita e una serie di elementi esoterici nascosti in un bellissimo e misterioso dipinto che la raffigura, sembrerebbero "confidare" l'ipotesi che la genetica della regina fosse davvero di matrice aliena e la sua invincibilità fosse dovuta alla loro protezione. Tale protezione si estenderebbe su ogni ibrido in quanto gli unici, qualora vadano al potere, in grado di garantire lunga pace ai loro popoli proprio come fece la regina che donò la pace agli inglesi per oltre 40 anni. Buona visione. Adam Kadmon...>>
https://www.youtube.com/watch?v=GqaFWkk4_S4&list=PL383129B10DB2109C&index=22





mercoledì 7 marzo 2018

I viaggiatori dello spazio, i popoli dei Gioviani e dei Saturniani… Ma stasera vi presento i cupi e misteriosi Saturniani=)

I Viaggiatori dello spazio: il popolo dei Gioviani e dei Saturniani, 
stasera per la giornata dedicata agli argomenti del mio libro vi presento i cupi e misteriosi Saturniani…
Eccovi un estratto del mio primo libro, un abbraccio grande…
“….Dopo millenni di evoluzione e crescita dell’ecosistema su Giove e Saturno si svilupparono due specie Umanoidi e Autocoscienti e con un quoziente intellettivo assai acuto e sviluppato. La loro maturazione intellettuale e spirituale nel corso dei millenni, arrivò a tal punto, che la loro coscienza e l’anima riuscì a mettersi in contatto diretto, con la Sorgente da dove tutto nasce, il Dio Universale. Dio ispirava soluzioni e verità, a entrambi i popoli nativi di Giove e Saturno, che dialogavano con esso in silenzio e mentalmente, grazie ad un’attenta meditazione spirituale, erano coordinati telepaticamente con il Creatore di tutto ciò che esiste.
Si fecero chiamare, dagli altri popoli del sistema solare i viaggiatori dello spazio: Il popolo dei Gioviani e dei Saturniani. La rivoluzione intorno al Sole di entrambi i pianeti, che determinava un anno sia Gioviano che Saturniano era assai lenta, ne consegue il fatto che i due popoli svilupparono una notevole longevità, un ritmo di crescita lento, e un’aspettativa di vita assai più lunga, rispetto agli altri popoli del sistema solare.
Il popolo dei Saturniani si sviluppò, grazie all’evoluzione attraverso i secoli e i millenni di una specie Umanoide assai Intelligente e Autocosciente, di origine rettile, autoctona del pianeta Saturno.
I Saturniani erano Esseri Umanoidi Autocoscienti provvisti sempre di braccia e gambe come i Venusiani e i Marziani e camminavano con il tronco eretto. Avevano la pelle bianca color latte, pallida e molto chiara. Sia i maschi che le femmine avevano il corpo glabro, senza peli, e non erano provvisti di capelli né di barba. Erano alti, slanciati di corporatura robusta e di bello aspetto, decisamente attraenti e affascinanti, arrivavano quasi a tre metri di altezza. Il fisico era sinuoso, sensuale, asciutto, simmetrico, armonioso, regolare e proporzionato, avevano un cranio serpentiforme rivolto verso l’alto, espanso e dolicocefalo. Gli occhi erano molto grandi ed espressivi, assomigliavano a quelli di un rettile, poiché avevano l’iride verticale, riflettevano tutti i colori dell’arcobaleno. Tuttavia spesso gli sguardi dei Saturniani erano molto freddi, arcigni e misteriosi. I nasi erano piccoli e delicati, le bocche carnose, belle e morbide, tendenti al rosso, le orecchie erano grandi ed a punta.
La loro alimentazione era del tutto carnivora, al contrario dei Venusiani, non potevano tollerare e digerire un tipo di nutrimento vegetariano. Per via del fatto che erano del tutto carnivori avevano i denti canini più sviluppati, più grandi e affilati rispetto agli altri.
All’inizio dell’evoluzione i Saturniani abitavano in villaggi semplici, costruiti con la legna e l’argilla, vivevano di caccia e di pesca.
Nel corso di pochi millenni, si evolsero più velocemente rispetto agli altri popoli del sistema solare, in concomitanza con i loro vicini Gioviani, grazie ad un’intelligenza molto sviluppata, attenta ed acuta, soggetta ad accrescere nel tempo in modo impressionante, la loro evoluzione raggiunse infatti livelli elevati. Costruirono in tutto il pianeta, delle vere a proprie metropoli apocalittiche, futuristiche, computerizzate e robotizzate. Possedevano mezzi di trasporto elettrici e volanti: auto, pullman, treni, navi, aerei, macchine di ogni genere.
I Saturniani realizzarono basi spaziali ed astronavi futuristiche, tecnologiche e gigantesche, con esse iniziarono a intraprendere i viaggi nello spazio per studiarlo, arrivarono a visitare l’Universo anche oltre il sistema solare.
In breve tempo tutto il pianeta Saturno, si trasformò in una vera e propria metropoli moderna, vi erano tantissime città collegate da una fitta rete di trasporti, ricolme di palazzi alti centinaia di metri, scuole, Università e uffici di vario genere e finalità. Veri maestri della conoscenza, padroni di tutti i segreti della Scienza, dell’Astronomia, la Matematica, la Fisica, la Tecnologia Informatica, l’ingegneria, l’Architettura e la Medicina ecc.
L’immenso continente, unico e compatto che si estendeva in tutto il pianeta Saturno, era diviso in sei Nazioni: la Nazione del Vento, la Nazione del Fuoco, la Nazione dell’Acqua, la Nazione della Terra, la Nazione del Ghiaccio. Vi era un solo Re che insieme alla sua Regina governava tutto il pianeta, il suo palazzo lussuoso, grande e maestoso si trovava nella Nazione del Ghiaccio, egli era accompagnato da Sei Saggi Eruditi e dal parlamento che era composto di un totale di seimila membri.
Il Re, la Regina, i Sei Saggi e i seimila membri del parlamento si occupavano di amministrare, governare e emanare leggi che venivano tutte trascritte nel Sacro Codice Civile della legge dei Saturniani.
I Sei Saggi erano eletti dal popolo ogni sei anni, uomini e donne sapienti, eruditi, potevano essere anche sacerdoti e sacerdotesse, erano a conoscenza di tutti segreti della scienza, essi avevano la gestione di ciascuna delle sei Nazioni.
I membri del parlamento venivano eletti ogni nove anni sempre dal popolo.
Si riteneva e credeva che i Sei Saggi con la loro meditazione spirituale, riuscissero a prendere contatti direttamente con il Dio Universale, la Sorgente, il Creatore di tutto ciò che esiste.
Ogni Nazione era in possesso di un esercito all’avanguardia, per la protezione del pianeta, da eventuali invasioni esterne, a opera di civiltà aliene. Inoltre i Saturniani svilupparono una tipologia di scrittura e un linguaggio molto avanzato, basato su simboli matematici, il loro alfabeto fu caratterizzato da circa seimila lettere.
Il Sovrano indossava vesti abbastanza semplici, però assai calde, fatte con pelli e lana ricavata dalle pecore e da altri animali, utilizzavano molto il colore nero o viola, perché la loro particolare genetica di origine rettile, richiedeva l’esigenza di assorbire la luce del Sole il più possibile, e i colori scuri aiutavano a catturarla maggiormente. Se questo non avveniva, i Saturniani potevano rischiare di contrarre malattie alla pelle abbastanza gravi per la loro salute, fisicamente erano molto delicati. Il Re portava sempre con se il bastone del comando o scettro del potere, con inciso sopra il simbolo del pianeta Saturno: la falce che simboleggiava la fine dei raccolti invernali. Attorno al bastone vi erano scolpiti due serpenti avvolti elicoidalmente che rappresentavano: la conoscenza, la presa di coscienza e la saggezza, e la particolarità del loro DNA di origine rettile. Inoltre simboleggiavano il trionfo della conoscenza scientifica e della tecnologia all’avanguardia, che consentì loro di sopravvivere comunque alle gelate perenni Invernali, tipiche del loro pianeta.
La bandiera dei Saturniani solitamente era a sfondo nero o viola, e al centro di essa vi era raffigurata la testa di un serpente, per simboleggiare il loro tipo di genetica. Essa sventolava di solito, al di sopra del palazzo del Sovrano.
I Saturniani credevano in un unico Dio Cosmico e Universale, Creatore di tutto ciò che esiste. In suo onore, in tutte le metropoli futuristiche e apocalittiche, edificavano dei Templi Sacri, sempre dall’aspetto piramidale, costruiti in luoghi del pianeta determinati da forte elettromagnetismo e orientati precisamente verso i quattro punti cardinali. I Templi Saturniani avevano la caratteristica di non possedere la copertura, in modo tale da far penetrare i raggi del Sole caldo dentro la struttura sacra, dall’esterno aveva l’aspetto come quello di una piramide tagliata a metà. I Templi Sacri erano realizzati con grandi mattoni di forma rettangolare di pietra o argilla cotta e essiccata al sole, tutti della stessa identica dimensione, poiché tagliati con grandi macchine assai precise, infatti erano posizionati e incastrati tra loro in perfetto equilibrio, tanto che non c’era bisogno di utilizzare il cemento, i Saturniani erano in possesso di tecniche ingegneristiche molto all’avanguardia. All’interno dei Templi, in fondo alla sala, vi era un grande altare di colore nero con una tovaglia elegante e lussuosa che lo ricopriva, adornata di pietre preziose. Dietro l’altare, il Sacerdote, che di solito faceva parte della commissione dei Sei Saggi Eruditi, predicava ed insegnava ai fedeli, in nome del Dio Universale, e lo ascoltavano davanti a lui seduti sopra un grande tappeto raffinato e costoso, adornato di pietre preziose e realizzato a mano, solitamente era di colore viola.
Dopo il discorso del Sacerdote di solito, si procedeva tutti con la meditazione spirituale, per cercare di mettersi in contatto con il Dio Cosmico e con la sua luce divina, che i Saturniani credevano risiedesse dentro ogni Essere vivente da Dio stesso creato.
La meditazione spirituale si effettuava seduti a gambe incrociate e a occhi chiusi, si rimaneva in silenzio, si liberava la mente da ogni pensiero e si cercava di entrare in trance profonda, per riuscire a mettere la coscienza e l’anima, in contatto diretto con Dio.
Sul muro situato dietro l’altare del Tempio vi era raffigurata una grande stella a sei punte molto colorata, realizzata con la tecnica del mosaico che era il simbolo di Saturno, del popolo dei Saturniani e della loro religione, e una raffigurazione schematica del sistema solare dell’epoca e le sue caratteristiche. Anche i Saturniani, ritenevano sacro il Sole, poiché era considerato da loro la stella madre generatrice di vita. Però fu un popolo molto razionale e concreto, non superstizioso, quindi non consideravano il Sole un Dio antropomorfo come i Venusiani e i Marziani, ma una semplice stella, grazie alla quale vi era la vita nel sistema solare. In onore del ciclo dell’astro solare, anche i Saturniani celebravano quattro feste durante tutto l’anno, che coincidevano con l’arrivo delle quattro stagioni: il Solstizio d’Inverno, il Solstizio d’Estate, l’Equinozio di Primavera e l’Equinozio d’Autunno. L’inizio dell’anno Saturniano arrivava con la primavera, stagione che insieme all’estate era ritenuta alquanto sacra e importante, per via della rinascita della natura, e anche perché poneva fine agli inverni assai rigidi, lunghi e gelidi, dove era difficile davvero sopravvivere. Anche i Saturniani per celebrare l’evento tanto atteso dell’arrivo della Primavera, usavano fare delle feste sfarzose ed eleganti con canti e balli, e scambiarsi dei regali e doni tra le famiglie…”
Se vi incuriosisce l’estratto del mio libro vi aspetto su amazon e Youcanprint…:);)
Un Abbraccio..
Ninmah Damkina












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