Era una mattinata soleggiata, era da poco iniziata la primavera, Enki, Enlil e Ninmah erano appena scesi dal grande disco volante e si stavano dirigendo verso l'ultimo villaggio umano pellerossa che dovevano visitare, si respirava un'aria pura e pulita, sembrava un paradiso, la natura incontaminata della grande Terra occidentale era incantevole, quelle terre erano popolate da mandrie di buffali, bisonti e lupi che correvano spensierati nelle grandi praterie. I tre anziani vecchietti si stavano godendo quello spettacolo emozionante e meraviglioso, e non li pareva vero di sentire la pelle riscaldata dai raggi del Sole, era davvero da molto tempo che i tre fratellastri non si godevano una gita in pace e serenità in superficie. A forza di vivere al di sotto, lontano dai raggi del Sole caldo, la loro pelle era diventata ancor più bianca, era così pallida che pareva quasi spettrale.
In quel momento Ninmah, che ancora ci teneva tanto alla bellezza e alla cura del suo corpo si specchiò in un grande fiume che stavano attraversando con attenzione, a bordo di una grande canoa appartenente a qualcuno che abitava al villaggio, e la donna sobbalzò inorridita dal suo aspetto. Aveva il viso sciupato e ricolmo di rughe, ed era pallida come un cadavere, aveva tagliato i capelli da poco, di un taglio medio lungo sbarazzino, e si era tinta di un castano chiaro, il suo colore naturale (Lei era una donna Annunaki che cambiava spesso colore di capelli, le piaceva sempre provare nuovi look diversi e originali, il suo colore naturale era il castano chiaro, erano lisci come spaghetti, anche se ormai aveva tutti i capelli bianchi, però se li tingeva spesso, perché non le piaceva tenerli bianchi). I suoi occhi grandi color miele erano ormai affossati dalle occhiaie e dalle rughe, e anche se si era tutta sistemata e truccata per l'occasione, le sembrava davvero di essere davvero brutta e vecchia. Quindi esclamò a gran voce con sguardo triste e malinconico: “Oh per la Sorgente fratelli miei, ma sono orrenda! Certo che è davvero brutta la vecchiaia, sembro un morto vivente, guarda come siamo diventati pallidi stando così lontano dai raggi del Sole. Oh Dio non mi riconosco più, ero una giovane donna bella e raggiante un tempo, e adesso nemmeno mi reggo più in piedi, sono diventata una ruga che cammina, quanto sono brutta e vecchia! Ho dovuto rifarmi tutti i denti un anno fa perché gli stavo tutti perdendo! Spero vivamente che gli abitanti del villaggio non si spaventeranno quando mi vedranno, non vorrei traumatizzare i miei figli!”
Ninmah disperata, in quel momento prese velocemente lo specchio dalla sua borsetta, e rapidamente iniziò ad aggiungere cipria e fard al suo volto per sembrare almeno un po' più colorita, si mise un rossetto rosa chiaro. Mentre Enlil ed Enki che stavano guidando la barca con i remi, scoppiarono a ridere di gusto, non aspettandosi per niente quell'uscita stramba di Ninmah, l'espressione una “ruga che cammina”, la trovarono molto divertente e non riuscivano a smettere di ridere.
Ninmah non era affatto brutta come lei continuava ad affermare con tanta convinzione, era una donna anziana certo, ma comunque era ancora bella e attraente, si teneva bene. Certo doveva camminare con l'aiuto di un bastone, anche se non era affatto gobba e curva, anzi aveva un fisico asciutto abbastanza giovanile e curato, era di corporatura robusta ma in quell'ultimo periodo era dimagrita e si era sciupata a causa del troppo stress (Ninmah aveva in realtà più di 2000 anni terrestri, aveva perso il conto dei suoi anni poiché erano davvero troppi, anche se il suo aspetto fisico poteva richiamare l'aspetto di una donna umana di circa 80 anni, tenuta bene, giovanile e molto curata si intende, aveva problemi circolatori ecco perché aveva difficoltà a camminare e usava il bastone). Aveva pure ragione del fatto che il loro colorito non pareva tanto sano, erano davvero troppo bianchi e pallidi, stare per molto tempo lontani dalla luce del Sole gli aveva fatto diminuire la quantità di melanina nel sangue. Tuttavia Ninmah era ancora una gran bella donna, anche se continuava a sminuire sé stessa, quel giorno indossava un vestito lungo a maniche lunghe, primaverile, femminile, semplice ma elegante con una scollatura a barchetta di colore turchese, e delle scarpe decollete carine e comode. Inoltre aveva indossato la sua collana vistosa di perle preferita e degli orecchini originali, che ricordavano veramente lo stile etnico dei popoli pellerossa, e il suo solito mantello reale elegante di color turchese chiaro.
Gli Annanaki soffrivano molto le temperature della Terra, che a loro parevano sempre soffocanti, stavano bene solo nei posti freddi, poiché soffrivano molto il caldo. Quindi solitamente, quando andavano in superficie anche gli uomini indossavano delle vesti molto semplici, lunghe, traspiranti e in cotone con il colletto decorato di smeraldi (tipo le vesti che indossano gli Arcangeli biblici nelle varie raffigurazioni storiche e moderne), non usavano i pantaloni perché sentivano troppo caldo!
I due fratelli Enki ed Enlil, quel giorno indossavano il loro bel mantello reale: Enki aveva il mantello verde smeraldo, mentre Enlil azzurro chiaro, e indossava pure la corona da Re, sempre decorata di smeraldi ( lo smeraldo era la pietra sacra per il popolo degli Annunaki).
Enki era alto 2,50 metri aveva gli occhi verde smeraldo, uno sguardo intenso, penetrante, sincero e dolce, i capelli lunghi sino al sedere mossi e sbarazzini, erano ormai tutti bianchi (il suo colore naturale era il castano chiaro) e legati con una coda di cavallo, di corporatura robusta e atletica (Enki e Ninmah avevano la stessa età, quindi anche lui d'aspetto poteva ricordare un uomo umano di circa 80 anni). Mentre Enlil era alto 2.43 metri, aveva gli occhi azzurri come il mare, di sguardo intenso, penetrante, malinconico ma molto fiero, aveva i capelli mossi e bianchi lunghi sino alle spalle (il suo colore naturale era il biondo scuro), era di corporatura più snella e slanciata rispetto al fratello (Enlil era più giovane dei due fratellastri dell'equivalente dei nostri sette anni, quindi se Enki e Ninmah potevano dimostrare 80 anni, Enlil circa 73 anni. Quindi i tre fratellastri non erano così tanto anziani, solo che gli Annunaki erano abituati ad invecchiare molto lentamente, ecco perché si spaventavano alla vista delle rughe sul volto. Inoltre tutti e tre si tenevano bene erano molto sportivi, attivi ed atletici, anche se di colorito non parevano tanto sani, poiché provvisti di davvero poca melanina nel sangue).
Entrambi i fratelli avevano la barba lunga ma molto pulita e curata, perché tra gli uomini anziani Annunaki c'era l'usanza di farsi crescere la barba (tutto il popolo dei Creatori andava molto fiero di avere i capelli, solitamente li teneva lunghi sia uomini sia donne, poiché erano visti come sacri e bisognava evitare di tagliarli spesso. Inoltre nessuno degli Annunaki perdeva mai i capelli durante la sua vita, non conoscevano la calvizia... rifletteteci un attimo, chi è stato in realtà a trasmettere il gene dei capelli di cui anche gli Umani vanno molto fieri? Ma ovviamente i Creatori, visto che i primati hanno solo peli non i capelli! E oltre i capelli ci hanno trasmesso il fatto che se non li tagli come le unghie, continuano a crescere senza fermarsi mai, inoltre pure il gene della barba è stato tramandato con molto orgoglio dagli uomini Annunaki agli uomini Umani). Mentre Ninmah più piccolina rispetto ai fratellastri, e non tanto alta rispetto alle altre donne Annunaki, raggiungeva i 2,23 metri.
Ninmah molto infastidita delle beffe che i fratelli si stavano facendo di lei, esclamò con sguardo corrugato e scocciato, si stava specchiando, e nervosamente ondeggiava il pennello che stava usando per mettersi il fard: “Molto divertente, davvero molto divertente, Enki ed Enlil vi sembro un clown del circo forse? Oddio ma perché sono diventata così bianca come un lenzuolo! E' orribile questo colorito, quando ritorno a casa mi devo fare un ciclo di lampade abbronzanti, almeno per raggiungere di nuovo un colorito più roseo e più normale!”.
Enki in quel momento esclamò con le lacrime agli occhi a causa delle troppe risate: “Mia cara certo che tu non ti smentisci mai, sei davvero unica tesoro, ma da dove l'hai tirata fuori l'espressione una ruga che cammina? La dovremmo raccontare ai pellerossa vedrai tutte le risate che si faranno! Ma smettila di farti problemi, non sei affatto brutta, i tuoi figli saranno orgogliosi e fieri di te come sempre! Sei splendida una bellissima donna, anche se ormai tutti e tre abbiamo una certa età. Alla fine non è così brutto invecchiare, il dono dell'eterna giovinezza e dell'immortalità non mi sembra tanto positivo sai? Pensa vivere e soffrire per sempre che tristezza! Lasciamo il dono dell'immortalità al Creatore di tutto ciò che esiste no a noi Annunaki. Anzi la nostra razza ha un'aspettativa di vita anche troppo elevata per i miei gusti, è un vero tormento certe volte, almeno gli umani vivono quei cento anni e basta!”
Enlil sorrise a Ninmah divertito dalle battute di lei ed esclamò: “Mia cara Enki ha proprio ragione, scusa piccola ma quella battuta una ruga che cammina faceva troppo ridere, non siamo riusciti proprio a trattenerci! Finiscila di ripetere che sei brutta sennò mi arrabbio veramente, perché non è affatto vero, sei la donna più bella, speciale e meravigliosa di tutto il nostro popolo! E poi come ha detto Enki non è tanto bello rimanere giovani e non invecchiare mai! Inoltre non ti preoccupare per il tuo colorito, è del tutto normale che siamo diventati così bianchi, siamo rimasti davvero molto tempo lontani dalla luce del Sole! Se le cose si sistemano in superficie e tutto ritorna tranquillo come una volta, potremo uscire più spesso a fare le nostre solite gite e passeggiate sulla Terra, tanto ormai abbiamo quasi completato la missione!
Certo che per sopperire a tutto lo stress di questo periodo da incubo, dovrò almeno riposarmi a lungo prima di partire verso il pianeta nuova Terra X”
Ninmah sorrise amichevolmente ai fratellastri e rispose ad entrambi: “Grazie davvero per i complimenti fratelli, siete davvero molto carini e gentili, però sinceramente a me le rughe non piacciono affatto, spero che smetteranno di uscirmene perché sono davvero antiestetiche! Anche se l'idea di vivere per sempre non entusiasma nemmeno a me, è già troppo tutto quello che abbiamo passato e sopportato!”
In quel momento Ninmah, che ancora ci teneva tanto alla bellezza e alla cura del suo corpo si specchiò in un grande fiume che stavano attraversando con attenzione, a bordo di una grande canoa appartenente a qualcuno che abitava al villaggio, e la donna sobbalzò inorridita dal suo aspetto. Aveva il viso sciupato e ricolmo di rughe, ed era pallida come un cadavere, aveva tagliato i capelli da poco, di un taglio medio lungo sbarazzino, e si era tinta di un castano chiaro, il suo colore naturale (Lei era una donna Annunaki che cambiava spesso colore di capelli, le piaceva sempre provare nuovi look diversi e originali, il suo colore naturale era il castano chiaro, erano lisci come spaghetti, anche se ormai aveva tutti i capelli bianchi, però se li tingeva spesso, perché non le piaceva tenerli bianchi). I suoi occhi grandi color miele erano ormai affossati dalle occhiaie e dalle rughe, e anche se si era tutta sistemata e truccata per l'occasione, le sembrava davvero di essere davvero brutta e vecchia. Quindi esclamò a gran voce con sguardo triste e malinconico: “Oh per la Sorgente fratelli miei, ma sono orrenda! Certo che è davvero brutta la vecchiaia, sembro un morto vivente, guarda come siamo diventati pallidi stando così lontano dai raggi del Sole. Oh Dio non mi riconosco più, ero una giovane donna bella e raggiante un tempo, e adesso nemmeno mi reggo più in piedi, sono diventata una ruga che cammina, quanto sono brutta e vecchia! Ho dovuto rifarmi tutti i denti un anno fa perché gli stavo tutti perdendo! Spero vivamente che gli abitanti del villaggio non si spaventeranno quando mi vedranno, non vorrei traumatizzare i miei figli!”
Ninmah disperata, in quel momento prese velocemente lo specchio dalla sua borsetta, e rapidamente iniziò ad aggiungere cipria e fard al suo volto per sembrare almeno un po' più colorita, si mise un rossetto rosa chiaro. Mentre Enlil ed Enki che stavano guidando la barca con i remi, scoppiarono a ridere di gusto, non aspettandosi per niente quell'uscita stramba di Ninmah, l'espressione una “ruga che cammina”, la trovarono molto divertente e non riuscivano a smettere di ridere.
Ninmah non era affatto brutta come lei continuava ad affermare con tanta convinzione, era una donna anziana certo, ma comunque era ancora bella e attraente, si teneva bene. Certo doveva camminare con l'aiuto di un bastone, anche se non era affatto gobba e curva, anzi aveva un fisico asciutto abbastanza giovanile e curato, era di corporatura robusta ma in quell'ultimo periodo era dimagrita e si era sciupata a causa del troppo stress (Ninmah aveva in realtà più di 2000 anni terrestri, aveva perso il conto dei suoi anni poiché erano davvero troppi, anche se il suo aspetto fisico poteva richiamare l'aspetto di una donna umana di circa 80 anni, tenuta bene, giovanile e molto curata si intende, aveva problemi circolatori ecco perché aveva difficoltà a camminare e usava il bastone). Aveva pure ragione del fatto che il loro colorito non pareva tanto sano, erano davvero troppo bianchi e pallidi, stare per molto tempo lontani dalla luce del Sole gli aveva fatto diminuire la quantità di melanina nel sangue. Tuttavia Ninmah era ancora una gran bella donna, anche se continuava a sminuire sé stessa, quel giorno indossava un vestito lungo a maniche lunghe, primaverile, femminile, semplice ma elegante con una scollatura a barchetta di colore turchese, e delle scarpe decollete carine e comode. Inoltre aveva indossato la sua collana vistosa di perle preferita e degli orecchini originali, che ricordavano veramente lo stile etnico dei popoli pellerossa, e il suo solito mantello reale elegante di color turchese chiaro.
Gli Annanaki soffrivano molto le temperature della Terra, che a loro parevano sempre soffocanti, stavano bene solo nei posti freddi, poiché soffrivano molto il caldo. Quindi solitamente, quando andavano in superficie anche gli uomini indossavano delle vesti molto semplici, lunghe, traspiranti e in cotone con il colletto decorato di smeraldi (tipo le vesti che indossano gli Arcangeli biblici nelle varie raffigurazioni storiche e moderne), non usavano i pantaloni perché sentivano troppo caldo!
I due fratelli Enki ed Enlil, quel giorno indossavano il loro bel mantello reale: Enki aveva il mantello verde smeraldo, mentre Enlil azzurro chiaro, e indossava pure la corona da Re, sempre decorata di smeraldi ( lo smeraldo era la pietra sacra per il popolo degli Annunaki).
Enki era alto 2,50 metri aveva gli occhi verde smeraldo, uno sguardo intenso, penetrante, sincero e dolce, i capelli lunghi sino al sedere mossi e sbarazzini, erano ormai tutti bianchi (il suo colore naturale era il castano chiaro) e legati con una coda di cavallo, di corporatura robusta e atletica (Enki e Ninmah avevano la stessa età, quindi anche lui d'aspetto poteva ricordare un uomo umano di circa 80 anni). Mentre Enlil era alto 2.43 metri, aveva gli occhi azzurri come il mare, di sguardo intenso, penetrante, malinconico ma molto fiero, aveva i capelli mossi e bianchi lunghi sino alle spalle (il suo colore naturale era il biondo scuro), era di corporatura più snella e slanciata rispetto al fratello (Enlil era più giovane dei due fratellastri dell'equivalente dei nostri sette anni, quindi se Enki e Ninmah potevano dimostrare 80 anni, Enlil circa 73 anni. Quindi i tre fratellastri non erano così tanto anziani, solo che gli Annunaki erano abituati ad invecchiare molto lentamente, ecco perché si spaventavano alla vista delle rughe sul volto. Inoltre tutti e tre si tenevano bene erano molto sportivi, attivi ed atletici, anche se di colorito non parevano tanto sani, poiché provvisti di davvero poca melanina nel sangue).
Entrambi i fratelli avevano la barba lunga ma molto pulita e curata, perché tra gli uomini anziani Annunaki c'era l'usanza di farsi crescere la barba (tutto il popolo dei Creatori andava molto fiero di avere i capelli, solitamente li teneva lunghi sia uomini sia donne, poiché erano visti come sacri e bisognava evitare di tagliarli spesso. Inoltre nessuno degli Annunaki perdeva mai i capelli durante la sua vita, non conoscevano la calvizia... rifletteteci un attimo, chi è stato in realtà a trasmettere il gene dei capelli di cui anche gli Umani vanno molto fieri? Ma ovviamente i Creatori, visto che i primati hanno solo peli non i capelli! E oltre i capelli ci hanno trasmesso il fatto che se non li tagli come le unghie, continuano a crescere senza fermarsi mai, inoltre pure il gene della barba è stato tramandato con molto orgoglio dagli uomini Annunaki agli uomini Umani). Mentre Ninmah più piccolina rispetto ai fratellastri, e non tanto alta rispetto alle altre donne Annunaki, raggiungeva i 2,23 metri.
Ninmah molto infastidita delle beffe che i fratelli si stavano facendo di lei, esclamò con sguardo corrugato e scocciato, si stava specchiando, e nervosamente ondeggiava il pennello che stava usando per mettersi il fard: “Molto divertente, davvero molto divertente, Enki ed Enlil vi sembro un clown del circo forse? Oddio ma perché sono diventata così bianca come un lenzuolo! E' orribile questo colorito, quando ritorno a casa mi devo fare un ciclo di lampade abbronzanti, almeno per raggiungere di nuovo un colorito più roseo e più normale!”.
Enki in quel momento esclamò con le lacrime agli occhi a causa delle troppe risate: “Mia cara certo che tu non ti smentisci mai, sei davvero unica tesoro, ma da dove l'hai tirata fuori l'espressione una ruga che cammina? La dovremmo raccontare ai pellerossa vedrai tutte le risate che si faranno! Ma smettila di farti problemi, non sei affatto brutta, i tuoi figli saranno orgogliosi e fieri di te come sempre! Sei splendida una bellissima donna, anche se ormai tutti e tre abbiamo una certa età. Alla fine non è così brutto invecchiare, il dono dell'eterna giovinezza e dell'immortalità non mi sembra tanto positivo sai? Pensa vivere e soffrire per sempre che tristezza! Lasciamo il dono dell'immortalità al Creatore di tutto ciò che esiste no a noi Annunaki. Anzi la nostra razza ha un'aspettativa di vita anche troppo elevata per i miei gusti, è un vero tormento certe volte, almeno gli umani vivono quei cento anni e basta!”
Enlil sorrise a Ninmah divertito dalle battute di lei ed esclamò: “Mia cara Enki ha proprio ragione, scusa piccola ma quella battuta una ruga che cammina faceva troppo ridere, non siamo riusciti proprio a trattenerci! Finiscila di ripetere che sei brutta sennò mi arrabbio veramente, perché non è affatto vero, sei la donna più bella, speciale e meravigliosa di tutto il nostro popolo! E poi come ha detto Enki non è tanto bello rimanere giovani e non invecchiare mai! Inoltre non ti preoccupare per il tuo colorito, è del tutto normale che siamo diventati così bianchi, siamo rimasti davvero molto tempo lontani dalla luce del Sole! Se le cose si sistemano in superficie e tutto ritorna tranquillo come una volta, potremo uscire più spesso a fare le nostre solite gite e passeggiate sulla Terra, tanto ormai abbiamo quasi completato la missione!
Certo che per sopperire a tutto lo stress di questo periodo da incubo, dovrò almeno riposarmi a lungo prima di partire verso il pianeta nuova Terra X”
Ninmah sorrise amichevolmente ai fratellastri e rispose ad entrambi: “Grazie davvero per i complimenti fratelli, siete davvero molto carini e gentili, però sinceramente a me le rughe non piacciono affatto, spero che smetteranno di uscirmene perché sono davvero antiestetiche! Anche se l'idea di vivere per sempre non entusiasma nemmeno a me, è già troppo tutto quello che abbiamo passato e sopportato!”
I tre fratellastri si sorrisero con complicità, erano riusciti ad attraversare tutto il fiume, erano quasi arrivati all'ultimo villaggio. Enki sospirò, riflettendo tra sé e sé, un impeto di gelosia l'aveva travolto improvvisamente, solo che fortunatamente l'aveva mascherato e trattenuto bene, riguardante al fatto degli sguardi ammiccanti e inadeguati che Enlil aveva lanciato a Ninmah da quando avevano iniziato la missione, ed a tutti quei complimenti affettuosi che le aveva appena fatto, lui non si smentiva mai, non riusciva proprio a non provarci con sua moglie. Nonostante gli attriti passati tra loro si fossero ormai risolti dopo anni di pesanti battibecchi, comunque Enlil era stato sempre innamorato pazzamente di Ninmah, e non le aveva mai perdonato il fatto che avesse alla fine preferito sposare ad Enki, perché aveva capito di amarlo profondamente, i suoi sentimenti andavano al di là dell'amore fraterno. Ninmah voleva molto bene ed era legata anche ad Enlil, ma i sentimenti che sentiva per lui era un tipo di amore sempre sincero, forte e profondo, ma era comunque di tipo fraterno e nulla di più (comunque vi spiegherò meglio nei miei libri precedenti, la storia travagliata che ci fu tra Enki, Ninmah ed Enlil, davvero entusiasmante e intensa, piena di colpi di scena).
C'era stato un periodo quando erano molto giovani, che Enki aveva desiderato fortemente rimanere single a vita e non sposarsi mai, sebbene innamorato da sempre sin da quando era bambino di Ninmah, proprio perché non voleva ferire i sentimenti di suo fratello minore Enlil a cui voleva molto bene, anche perché erano successe tante cose, relative pure a tutta quella confusione che Ninmah aveva in testa, la fonte di tanti spiacevoli episodi.
Inoltre Enlil c'era stato un periodo, tanto tempo prima, in cui sembrava davvero che avesse voltato pagina, e avesse superato i sentimenti che sentiva per Ninmah, perché pareva si fosse innamorato perdutamente della sua attuale moglie Ninhursag che diventando la sua sposa aveva preso il nome di Regina Ninlil; anche lei era una bellissima donna di sangue reale, infatti si erano sposati e avevano messo su famiglia (anche Ninmah sposando Enki aveva preso come secondo nome “Damkina” o “Ninki” che vuol dire appunto, in entrambi i casi, sposa di Enki). Tuttavia Enlil, nonostante volesse molto bene alla sua attuale moglie, Ninmah era rimasta sempre la sua prediletta, il suo amore grande a senso unico, tormentato, eterno e impossibile.
Ciononostante Enlil era molto bravo a mascherare i suoi sentimenti, Enki non sapeva nemmeno se la povera Ninlil aveva capito che il marito fosse innamorato ancora della sorellastra, o faceva finta di non
capire, visto che lei lo amava veramente e profondamente, e non lo voleva assolutamente perdere. I sentimenti di Enlil stranamente, si manifestavano solo quando loro tre erano insieme, creando davvero un certo fastidio ad Enki; anche se per rispetto, sia lui che Ninmah quando erano in compagnia adel fratellastro, cercavano in tutti i modi di rimanere i più distaccati possibile, evitavano di scambiarsi sguardi, baci, carezze e affetto, proprio per non turbare la psiche di Enlil. Pure gli esseri umani, durante l'Età dell'Oro, non avevano ancora ben capito la situazione un po' ambigua che c'era tra Enki, Enlil e Ninmah (poiché i tre Creatori non facevano mai trasparire i propri sentimenti personali di fronte agli esseri umani). Siccome gli umani erano pettegoli, li piaceva spettegolare sulle testate giornalistiche di quel periodo, tra un possibile triangolo amoroso tra i tre Creatori, dando vita a film, serie TV, cartoni animati, fumetti, spettacoli teatrali alla Romeo e Giulietta e tante altre menate simili! Enki, imbarazzato dinanzi alle scorribande, e alla fantasia immensa e commuovente umana, preferiva non coinvolgere i suoi figli nei suoi problemi personali; non era proprio il caso, con tutti i problemi che aveva già l'Umanità, ci mancava solo se si mettevano anche a scervellarsi su cosa fosse realmente successo tra lui, Enlil e Ninmah una storia davvero complicata, quindi li lasciava sognare e fantasticare liberamente!
C'era stato un periodo quando erano molto giovani, che Enki aveva desiderato fortemente rimanere single a vita e non sposarsi mai, sebbene innamorato da sempre sin da quando era bambino di Ninmah, proprio perché non voleva ferire i sentimenti di suo fratello minore Enlil a cui voleva molto bene, anche perché erano successe tante cose, relative pure a tutta quella confusione che Ninmah aveva in testa, la fonte di tanti spiacevoli episodi.
Inoltre Enlil c'era stato un periodo, tanto tempo prima, in cui sembrava davvero che avesse voltato pagina, e avesse superato i sentimenti che sentiva per Ninmah, perché pareva si fosse innamorato perdutamente della sua attuale moglie Ninhursag che diventando la sua sposa aveva preso il nome di Regina Ninlil; anche lei era una bellissima donna di sangue reale, infatti si erano sposati e avevano messo su famiglia (anche Ninmah sposando Enki aveva preso come secondo nome “Damkina” o “Ninki” che vuol dire appunto, in entrambi i casi, sposa di Enki). Tuttavia Enlil, nonostante volesse molto bene alla sua attuale moglie, Ninmah era rimasta sempre la sua prediletta, il suo amore grande a senso unico, tormentato, eterno e impossibile.
Ciononostante Enlil era molto bravo a mascherare i suoi sentimenti, Enki non sapeva nemmeno se la povera Ninlil aveva capito che il marito fosse innamorato ancora della sorellastra, o faceva finta di non
capire, visto che lei lo amava veramente e profondamente, e non lo voleva assolutamente perdere. I sentimenti di Enlil stranamente, si manifestavano solo quando loro tre erano insieme, creando davvero un certo fastidio ad Enki; anche se per rispetto, sia lui che Ninmah quando erano in compagnia adel fratellastro, cercavano in tutti i modi di rimanere i più distaccati possibile, evitavano di scambiarsi sguardi, baci, carezze e affetto, proprio per non turbare la psiche di Enlil. Pure gli esseri umani, durante l'Età dell'Oro, non avevano ancora ben capito la situazione un po' ambigua che c'era tra Enki, Enlil e Ninmah (poiché i tre Creatori non facevano mai trasparire i propri sentimenti personali di fronte agli esseri umani). Siccome gli umani erano pettegoli, li piaceva spettegolare sulle testate giornalistiche di quel periodo, tra un possibile triangolo amoroso tra i tre Creatori, dando vita a film, serie TV, cartoni animati, fumetti, spettacoli teatrali alla Romeo e Giulietta e tante altre menate simili! Enki, imbarazzato dinanzi alle scorribande, e alla fantasia immensa e commuovente umana, preferiva non coinvolgere i suoi figli nei suoi problemi personali; non era proprio il caso, con tutti i problemi che aveva già l'Umanità, ci mancava solo se si mettevano anche a scervellarsi su cosa fosse realmente successo tra lui, Enlil e Ninmah una storia davvero complicata, quindi li lasciava sognare e fantasticare liberamente!
Ovviamente Enki era molto prudente, cercava sempre che Enlil non venisse mai a conoscenza di questi film e sceneggiati umani fantasiosi e originali, con loro tre come protagonisti, perché conoscendolo, era molto permaloso e suscettibile, quindi non avrebbe reagito affatto bene. Ecco perché se li guardava di nascosto a casa sua, la sera quando ritornava da lavoro (Enki era uno dei migliori Ingegneri genetici e Medici tra il popolo degli Annuanki, lavorava solitamente come ricercatore in laboratorio), perché a lui piacevano molto i film creati dagli esseri umani, in un certo senso i suoi figli avevano avuto degli intuiti sorprendenti riguardo alla loro storia, solo che le trame dei film erano un po' troppo romanzate, fantasiose, tristi e al quanto tragiche!
Fortunatamente Enlil aveva gusti differenti riguardanti ai film, non gli piacevano i film romantici e strappa lacrime, ma solitamente preferiva quelli d'azione, avventura, thriller, horror e anche fantastici, tuttavia pure lui era appassionato del cinema degli esseri umani! Infatti quando era più giovane Enlil era fan dei personaggi fantastici e anche un po' inquietanti inventati dagli esseri umani tipo #Vampiri, #Licantropi, #Demoni e #Zombie! Enlil scherzava spesso con Enki riguardo a questi personaggi fantastici, ed era convinto che rappresentavano lo specchio di alcuni comportamenti inquietanti e macabri di certi esseri umani; in un certo senso anche lui si era sentito vampirizzato e privato della sua energia vitale, a forza di stare troppo appresso a tutta l'Umanità. Mentre Enki di spirito dolce e romantico, preferiva i film d'amore, drammatici con intrighi appassionanti, e aveva la passione per i film commedia e comici degli esseri umani; si faceva certe risate guardandoli, i suoi figli avevano veramente un senso dell'ironia e dell'umorismo acuto e molto sviluppato.
Fu così che finalmente Enki, Ninmah ed Enlil avevano quasi raggiunto il villaggio, erano molto sorpresi e allo stesso tempo contenti, perché il popolo dei pellerossa in poco tempo si era organizzato in villaggi molto semplici e umili, avevano abbandonato la tecnologia e adesso stavano vivendo in semplici tende. I tre Creatori si fermarono improvvisamente, perché si accorsero che in cima ad un monte a pochi chilometri di distanza dal villaggio, c'erano il capo villaggio e la sua sposa che stavano suonando con un tipo di flauto una melodia celestiale, che in poco tempo stregò completamente l'animo dei Creatori, né furono completamente incantati e affascinati.
I tre fratellastri si nascosero per qualche istante dietro un cespuglio, intenzionati a non disturbare i due Sovrani umani impegnati a suonare.
Ninmah con sguardo sognante esclamò: “Ma che splendida melodia, che meraviglia mi fa sognare a occhi aperti, sono proprio bravi questi umani, hanno il dono della musica e dell'arte!”
I tre fratellastri si nascosero per qualche istante dietro un cespuglio, intenzionati a non disturbare i due Sovrani umani impegnati a suonare.
Ninmah con sguardo sognante esclamò: “Ma che splendida melodia, che meraviglia mi fa sognare a occhi aperti, sono proprio bravi questi umani, hanno il dono della musica e dell'arte!”
Enki si rivolse verso la moglie, e facendo un gesto con il dito di abbassare la voce sospirò: “Tesoro abbassa la voce, così li disturbiamo è un peccato interrompere questa splendida melodia, sono proprio bravi sia la Regina sia il Re”
Enlil sospirò a Ninmah: “Mia cara facciamo silenzio, ci avviciniamo piano, piano, così non interrompiamo questa splendida musica, li facciamo una sorpresa, sicuramente saranno molto contenti di rivederci! E da secoli che non ci facciamo vivi!”
Ninmah sorrise dolcemente ai fratelli e disse a voce bassa: “Scusate ho un tono di voce molto alto, avete visto quanto sono carini e belli i miei figli davvero adorabili, io gli amo davvero tanto a tutti, avete visto come si sono vestiti? Sono davvero ingegnosi, hanno creato in poco tempo un tipo di abbigliamento semplice, allegro e colorato, in grado di mimetizzarsi meglio con la natura! Adoro quei copricapi così originali dei Sovrani, fatti con le piume d'aquila sono incantevoli! Voglio provare anche io a vestirmi così, mi piace troppo”
Entrambi i fratellastri sorrisero con affetto alla sorellastra molto inteneriti da lei, ma i loro sguardo trasmetteva un certo velo di tristezza e preoccupazione. Ninmah aveva davvero sofferto molto nell'ultimo periodo, pareva invecchiata tutto in una volta, a causa di quel dolore e quel tormento interiore che le avevano causato tutti gli umani, si sentiva del tutto consumata dentro, il suo cuore era spezzato a metà. Tutte quelle scene terribili, paragonabili ad un film dell'orrore che lei aveva assistito in quei villaggi umani dopo la guerra, l'avevano profondamente traumatizzata, quindi Enki ed Enlil desideravano solo proteggerla e metterla al sicuro, e non farla più assistere a scene così terrificanti e sconvolgenti, e vedere i suoi figli ridotti così male. Si erano opposti severamente entrambi per evitare che Ninmah partecipasse a quella missione così rischiosa e pericolosa, perché volevano che lei rimanesse al sicuro a palazzo insieme alla Regina Ninlil! Ma purtroppo lei non aveva voluto sentire ragioni, si era infuriata con entrambi i fratellastri, ripetendo continuamente che le stavano chiedendo una cosa abominevole e inconcepibile per una madre, poiché lei non aveva alcuna intenzione di starsene tranquilla a palazzo, con il pensiero che i suoi figli erano in quella situazione terrificante, e li voleva assolutamente aiutare e salvare tutti, a costo della sua vita, non le importava di rimetterci in salute ed ammalarsi! Agli occhi di Ninmah gli esseri umani erano sempre rimasti i suoi bambini adorati e innocenti, da quando aveva tenuto tra le sue braccia i primi Terrestri, il suo amore eterno e incondizionato e il suo istinto materno era cresciuto radicalmente, era la classica madre molto protettiva, dolce, affettuosa, comprensiva eppure molto saggia, una maestra di vita, ma allo stesso tempo non voleva intromettersi troppo nelle loro scelte personali, voleva un bene dell'anima a tutta l'Umanità, era molto legata ai suoi figli, erano la sua ragione di vita. Anche quando si comportavano male, e alcuni di loro davvero agivano in un modo abominevole, lei li perdonava sempre anche se si infuriava e soffriva, e non riusciva proprio a comprendere perché si comportavano in quel modo così ignobile, li amava comunque tutti quanti intensamente, buoni e cattivi.
Enlil sospirò a Ninmah: “Mia cara facciamo silenzio, ci avviciniamo piano, piano, così non interrompiamo questa splendida musica, li facciamo una sorpresa, sicuramente saranno molto contenti di rivederci! E da secoli che non ci facciamo vivi!”
Ninmah sorrise dolcemente ai fratelli e disse a voce bassa: “Scusate ho un tono di voce molto alto, avete visto quanto sono carini e belli i miei figli davvero adorabili, io gli amo davvero tanto a tutti, avete visto come si sono vestiti? Sono davvero ingegnosi, hanno creato in poco tempo un tipo di abbigliamento semplice, allegro e colorato, in grado di mimetizzarsi meglio con la natura! Adoro quei copricapi così originali dei Sovrani, fatti con le piume d'aquila sono incantevoli! Voglio provare anche io a vestirmi così, mi piace troppo”
Entrambi i fratellastri sorrisero con affetto alla sorellastra molto inteneriti da lei, ma i loro sguardo trasmetteva un certo velo di tristezza e preoccupazione. Ninmah aveva davvero sofferto molto nell'ultimo periodo, pareva invecchiata tutto in una volta, a causa di quel dolore e quel tormento interiore che le avevano causato tutti gli umani, si sentiva del tutto consumata dentro, il suo cuore era spezzato a metà. Tutte quelle scene terribili, paragonabili ad un film dell'orrore che lei aveva assistito in quei villaggi umani dopo la guerra, l'avevano profondamente traumatizzata, quindi Enki ed Enlil desideravano solo proteggerla e metterla al sicuro, e non farla più assistere a scene così terrificanti e sconvolgenti, e vedere i suoi figli ridotti così male. Si erano opposti severamente entrambi per evitare che Ninmah partecipasse a quella missione così rischiosa e pericolosa, perché volevano che lei rimanesse al sicuro a palazzo insieme alla Regina Ninlil! Ma purtroppo lei non aveva voluto sentire ragioni, si era infuriata con entrambi i fratellastri, ripetendo continuamente che le stavano chiedendo una cosa abominevole e inconcepibile per una madre, poiché lei non aveva alcuna intenzione di starsene tranquilla a palazzo, con il pensiero che i suoi figli erano in quella situazione terrificante, e li voleva assolutamente aiutare e salvare tutti, a costo della sua vita, non le importava di rimetterci in salute ed ammalarsi! Agli occhi di Ninmah gli esseri umani erano sempre rimasti i suoi bambini adorati e innocenti, da quando aveva tenuto tra le sue braccia i primi Terrestri, il suo amore eterno e incondizionato e il suo istinto materno era cresciuto radicalmente, era la classica madre molto protettiva, dolce, affettuosa, comprensiva eppure molto saggia, una maestra di vita, ma allo stesso tempo non voleva intromettersi troppo nelle loro scelte personali, voleva un bene dell'anima a tutta l'Umanità, era molto legata ai suoi figli, erano la sua ragione di vita. Anche quando si comportavano male, e alcuni di loro davvero agivano in un modo abominevole, lei li perdonava sempre anche se si infuriava e soffriva, e non riusciva proprio a comprendere perché si comportavano in quel modo così ignobile, li amava comunque tutti quanti intensamente, buoni e cattivi.
To be Continued...
Un abbraccio forte.
Ninmah Damkina
#arcangeli #antichiastronauti #annunaki#nibiru #elohim #Enki #Enlil #Ninmahdamkina #pellirossa #ufo




Nessun commento:
Posta un commento