martedì 3 dicembre 2019

Il mistero delle origini degli Esseri Umani. Capitolo 11: - L'ultimo discorso di addio dei tre Arcangeli: Enki, Enlil e Ninmah, all'ultima tribù pellerossa residente nel nord America, capitanata dal capo tribù più forte, saggio e influente di tutta la Nazione.


Le buone intenzioni che avevano i tre Creatori di non disturbare i due capi villaggio intenti a suonare, non durarono molto, perché in quel momento Ninmah incuriosita dalla melodia si sporse troppo dal cespuglio dove erano nascosti, e inciampò nella veste di Enlil al suo fianco, quindi cadde a Terra, spingendo per sbaglio i due fratellastri! Quindi i tre maldestri caddero a faccia in giù, facendo un gran fracasso: Enki ed Enlil esclamarono in coro: “Santo cielo Ninmah stai attenta che cosa hai combinato?Sei sempre la solita maldestra!”
In quell'istante i due capi tribù smisero di suonare e si accorsero che c'erano tre intrusi al villaggio, sgranarono gli occhi con sgomento, appena videro da lontano tre uomini distesi per terra che si stavano lamentando, pieni di rovi e foglie addosso; si avvicinarono frettolosamente per capire chi fossero, forse era qualche abitante del villaggio vicino.
Però quando si avvicinarono i capi villaggio sgranarono gli occhi sbigottiti, appena si resero conto di chi avevano davanti, i due Creatori e Re Enlil in persona, Sovrano degli Annunaki, era da secoli ormai che gli abitanti del villaggio non li vedevano più; i Nephilim invece gli avevano visti l'ultima volta circa un anno fa, alla riunione del consiglio parlamentare mondiale.
I due capi tribù esclamarono, avvicinandosi frettolosamente a soccorrere i tre fratellastri: “Padre? Madre? Re Enlil? Cosa dobbiamo questo onore? Ma cosa ci fate qui? E come mai eravate imboscati in quel cespuglio? Siete sempre i soliti, non fatevi problemi vi avvicinavate tranquillamente, lo sapete che siete sempre i benvenuti nei nostri villaggi! Ma guarda un po' come vi siete combinati, siete tutti pieni di foglie e rovi!”
I due capi villaggio si chiamavano, l'uomo Napayshni e la donna Salali. Lui aveva circa 50 anni, era alto 1,80 metri, aveva i capelli lunghi lisci e neri, gli occhi marroni dallo sguardo molto fiero e intenso, mentre lei era più giovane di circa 10 anni, era una bellissima donna, aveva uno sguardo molto dolce e un sorriso solare, era alta circa 1,70 metri, gli occhi color miele come Ninmah, i capelli lunghi castano scuro lisci come la seta, legati con due trecce molto lunghe. Indossavano entrambi il copricapo da capo villaggio, fatto con le piume d'aquila ed erano entrambi molto luminosi ed eleganti; la bellezza esotica dei popoli pellerossa era davvero molto affascinante e con un velo di mistero. Napayshni e Salali aiutarono ai tre Creatori ad alzarsi da Terra ed a togliere dai loro vestiti le foglie e i ramoscelli, Enki, Enlil e Ninmah rossi in viso dall'imbarazzo esclamarono in coro, stringendo la mano ai due capi villaggio: “Buongiorno figlioli, come state? Scusate il disturbo e l'entrata in scena davvero imbarazzante, complimenti per la musica fantastica ed emozionante, siete davvero bravissimi!”
Enki sorrise ai due capi villaggio e con sarcasmo esclamò: “Scusate ma mia moglie è caduta come una pera cotta, sapete figlioli la vecchiaia gioca brutti scherzi, poi ci siamo nascosti e ci stavano avvicinando in silenzio, perché non vi volevamo disturbare mentre stavate suonando quella musica meravigliosa e celestiale!”
Enlil rise ironicamente tra sé e sé, e subito dopo esclamò: “Scusate tanto davvero che vi abbiamo interrotto mentre stavate suonando, ma la Signora è inciampata nella mia veste e ci ha fatto cascare tutti e tre con il suo bastone”
Ninmah abbastanza infastidita e infuriata dall'ennesima beffa che i fratelli le stavano facendo al cospetto dei suoi figli, facendole fare una figuraccia, prese il suo bastone del comando e con fare giocoso diede un colpetto affettuoso sulla testa dei due fratelli che esclamarono: “Hai!!!”; e poi lei esclamò con sguardo ironico e beffardo: “Oltraggio, ma come vi permettete che vergogna questi vecchi dispettosi, più invecchiate più diventate insopportabili, non dateli ascolto figlioli miei, venite con me che noi siamo giovani, lasciateli perdere gli anziani!”
“Si giovane, l'importante è crederci mia cara, loro sono giovani non noi sicuramente ahahaha!”; esclamò Enki con fare giocoso e ironico, ridendo di buon gusto.
“E disse la Signora che fino a qualche minuto fa, si stava specchiando disperatamente poiché si lamentava che era anziana e piena di rughe!”; esclamò Enlil sbellicandosi dalle risate.
I due capi villaggi all'assistere a quella scena comica, scoppiarono a ridere divertiti ed esclamarono: “Ahahahah, oh Dio voi tre siete incorreggibili, ci fate sempre scompisciare dalle risate, siete benvenuti al villaggio, madre, padre e lei Re Enlil, quale onore davvero!”
I due capi villaggi in quell'istante si inchinarono in segno di rispetto, mettendosi una mano sul cuore dinanzi ai loro Creatori, anche Enki ed Enlil si inchinarono verso i Sovrani e li ringraziarono per la loro ospitalità abbracciandoli calorosamente, mentre Ninmah dopo essersi inchinata in segno di rispetto verso i suoi figli, e ignorando totalmente i fratellastri, prese a braccetto i suoi amati figlioli, e iniziò a conversare con loro animatamente. In quel momento accarezzò il viso della figlia che le sorrise dolcemente, e prese una bella collana dalla sua borsetta fatta da lei in persona, gliela mise al collo accarezzandole dolcemente il viso, e disse: “Bambina mia sei bellissima, il mio tesoro più grande, come tutti voi esseri umani, questo pensiero e per te, l'ho fatto io con le mie mani, so che al vostro popolo piace molto lo stile etnico, così avrai sempre una parte di me nel tuo cuore!”
Ninmah aveva confezionato milioni di regalini per le sue figlie e i suoi figli umani, non era riuscita a fare dei regali per tutti gli abitanti dei villaggi che popolavano le due terre gemelle occidentali e le grandi isole ad oriente, poiché non aveva avuto il tempo, aveva portato dei doni solo per i capi villaggio di tutte le tribù, sparse in quelle terre. Per le donne aveva fatto delle collanine, mentre per gli uomini dei braccialetti. Ninmah soffriva parecchio in quel periodo anche se faceva di tutto per mascherarlo, se solo pensava che gli umani si sarebbero dimenticati di lei, si sentiva distruggere dentro, e il suo cuore si frantumava sempre più; sperava disperatamente che regalandoli quei doni, avrebbe aiutato i figli a non dimenticarsi almeno totalmente della loro madre primordiale.
Salali sorrise alla madre, con occhi sprizzanti di gioia, e quasi commossa l'abbraccio forte ed esclamò: “Grazie madre, grazie davvero sono commossa non me l'aspettavo, è veramente bellissima questa collana, sei bravissima con la bigiotteria, è stato veramente un pensiero carino da parte tua, ma non ti dovevi scomodare... lo sai che tu sei sempre e comunque nel nostro cuore, tutti noi esseri umani ti amiamo immensamente!”
Anche il capo Napayshni abbracciò la madre con calore ringraziandola con il cuore per il regalo meraviglioso che aveva portato per la sua sposa. Ma Ninmah sorrise all'uomo con gli occhi pieni di gioia, poi prese dalla borsetta un braccialetto in stile etnico molto carino per il figlio, dandogli una pacca sulle spalle amichevolmente, e mettendogli al polso sinistro il regalino esclamò: “Ehi giovanotto, ma davvero hai pensato che ho portato un regalo solo per la tua sposa? Ma quando mai, certo che ho un regalino anche per te figliolo, spero che ti piacerà questo braccialetto, è davvero perfetto al tuo polso, ti sta benissimo, così ogni volta che lo guarderai ti ricorderai sempre della tua anziana madre primordiale!”
Il capo Napayshni sgranò gli occhi sorpreso e sprizzante di gioia abbracciò a Ninmah ed esclamò: ”Grazie madre, grazie davvero, è bellissimo questo braccialetto lo terrò sempre al mio polso quale ricordo di te.. mia moglie ha ragione, non ti dovevi scomodare madre, lo sai che sei sempre nei nostri cuori e pensieri, tutti gli umani ti vogliono molto bene, come anche a padre Enki a Re Enlil e a tutti gli Annunaki!”
Fu così che purtroppo Ninmah in quel momento non riuscì più a trattenere le lacrime, aveva represso tutto il suo dolore sino a quell'istante, un anno di tormento interiore che la stava divorando dentro, quindi i suoi occhi si oscurarono e si velarono di lacrime, sorrise ai suoi figli, li abbracciò forte e scoppiò a piangere singhiozzando senza dire più una parola. Napayshni e Salali sgranarono gli occhi sbigottiti e capirono che c'era davvero qualcosa che non andava, i tre Creatori erano venuti al villaggio quella mattina per un determinato motivo che non era affatto una bella notizia. Quindi i loro volti si fecero seri, tristi e preoccupati, non avevano mai visto la loro madre primordiale piangere così disperatamente e la cosa non li faceva affatto piacere. Salali fece un cenno al marito che ci pensava lei a Ninmah, e cercò di tranquillizzare sua madre in tutti i modi abbracciandola forte, le due donne si sedettero sopra un grande masso, la donna accarezzò la testa di Ninmah affettuosamente, asciugandole le lacrime con un fazzolettino di carta. Anche se Ninmah era molto più alta e anziana di lei, in quel momento le pareva una bambina così innocente e indifesa, Salali le accarezzava il volto, ma la sua madre primordiale continuava a piangere in silenzio, e le disse: “Madre, che cosa è successo? Non me lo vuoi dire? Lo sai che ti puoi confidare con me, perché stai piangendo? Dai su, andrà tutto bene madre, qualunque cosa sia successa, adesso stai tranquilla ci sono io con te....”
Ninmah tra i singhiozzi e in un fiume di lacrime strinse la mano a sua figlia e le rispose: “Perdonami figlia mia per questo momento di sconforto, tu sei davvero dolcissima, gentile e premurosa, mamma ti ama veramente tanto. Scusami davvero se sto piangendo, tua madre alla fine non è così forte come sembra... mi dispiace, eravamo venuti qui perché dovevamo parlare con voi di un qualcosa di importante, ed io non riesco a smettere di piangere, scusami figliola...”
Salali cercando di trattenere le lacrime, toccata profondamente dalle parole della madre, strinse le sue mani, accarezzandole il volto, sorrise dolcemente intenerita e le rispose: “Madre ma stai scherzando non ti devi scusare, è normale piangere quando c' è qualcosa che turba non ti devi tenere sempre tutto dentro, è un vizio di voi Annunaki soffrire in silenzio senza far trasparire nulla per paura di turbare e disturbare gli esseri umani! Ma tu non ti devi tenere tutto dentro madre, lo sai che ti fa male? Poi non ti devi vergognare di piangere davanti a me, io sono tua figlia e ci sono sempre per te, lo sappiamo che non sei infinita, ed hai anche tu le tue debolezze e paure. Ora non ti devi preoccupare di niente, non ti tormentare, non pensare a cosa ci devi dire, e al discorso che ci devi fare...adesso non è importante, la cosa fondamentale e che tu stai tranquilla e ti sfoghi un po', ci sono io accanto a te, adesso non pensare a niente...”
Mentre Salali stava cercando di tranquillizzare Ninmah, il capo villaggio Napayshni stringendo fortemente il suo bastone del comando, si avvicinò con sguardo serio, severo e intenso verso Enki ed Enlil che assistevano alla scena in silenzio con uno sguardo molto triste e amareggiato, troppo dispiaciuti e preoccupati per Ninmah. Entrambi gli uomini lo sentivano dentro i loro cuori che lei non sarebbe più riuscita a reggere tutto quello stress e quella sofferenza, e sarebbe alla fine crollata. Per Ninmah era davvero inconcepibile accettare che gli esseri umani avrebbero perso tutti la memoria, era troppo per lei, era un boccone troppo grosso da digerire per il suo cuore di madre così immenso, buono e puro.
Il capo villaggio guardando con sguardo intenso, interrogatorio e severo Enki ed Enlil disse: “Padre, Re Enlil, allora che cosa è successo? Cosa siete venuti a fare in realtà al villaggio? Perché madre Ninmah piange così? Scusate ma noi è la prima volta che la vediamo piangere in questo modo, ci fa molto male lo sapete, è un colpo al cuore per noi. Di solito sorride sempre ed ha un sorriso meraviglioso che riscalda tutti i nostri cuori, non sopporto vederla così. E' accaduto qualcosa di grave tra voi Annunaki? Trattate bene la nostra madre primordiale, perché sennò se qualcuno la ferisce, tutti gli esseri umani soffrono con lei...”
Enki ed Enlil si guardarono tra loro con sguardo complice, intenso e malinconico, si erano messi d'accordo che parlava prima Enki con Napayshni. Infatti il Creatore si rivolse al capo villaggio, strinse nervosamente il suo bastone del comando, deglutì velocemente, cercando disperatamente di mantenere la calma, nonostante si sentisse soffocare e frantumare il cuore, a vedere la sua amata Ninmah in quelle condizioni, e i suoi figli così tristi e preoccupati. Enki con sguardo serio, intenso e triste si rivolse a suo figlio e rispose: “Figlio mio mi dispiace che vostra madre sia scoppiata a piangere in quel modo inaspettato per voi, però purtroppo bisogna un attimo cercare di comprenderla e stargli vicino, perché in questo periodo noi tre e tutti gli Annunaki né abbiamo passate tante, e purtroppo nemmeno noi siamo infiniti, abbiamo un limite, superato quello possiamo crollare. Vedrai che grazie alla tua dolce moglie, tra un po' Ninmah si riprenderà e si tranquillizzerà né sono sicuro. Non ti preoccupare Napayshni, tra noi Annunaki non è successo nulla di grave, Ninmah è sempre al sicuro e noi la trattiamo bene da Regina, con premura e amore come lei si merita, perché è una donna meravigliosa, e speciale. Questa mattina siamo venuti poiché avevamo la necessità di parlarvi di una cosa molto importante, che riguarda pure a come è finita la guerra in Oriente tra le due fazioni contrapposte di esseri umani. Tuttavia adesso aspettiamo che Ninmah si tranquillizzi e si sfoghi un po', e poi dopo ne parliamo!”
Il Saggio Napayshni fece un cenno di assenso con il capo ad Enki ed Enlil, per rispetto di nuovo si inchinò dinanzi a loro, capì che suo padre e il Re degli Annunaki dovevano riferirli dei fatti davvero tragici, perché tutte le tribù dei pellerossa non avevano più saputo notizie delle altre tribù umane dei bianchi, dei neri, dei medio-orientali e degli occhi a mandorla, i popoli che abitavano le terre centrali e orientali del pianeta che avevano partecipato alla guerra mondiale. Napayshni si fidava totalmente di padre Enki e aveva piena fiducia, stima e rispetto anche del Re degli Annunaki, quindi sicuramente erano venuti perché la situazione nell'altra parte del mondo era davvero tragica e allarmante, e volevano comunicargli delle questioni di fondamentale importanza. Quindi il capo Napayshni prese la decisione definitiva che comunicò subito ad Enki ed Enlil, aveva deciso di condurre i tre Creatori al villaggio, così il suo popolo avrebbe avuto l'onore di rivederli dopo tanto tempo, e poi dopo pranzo, si sarebbero riuniti in privato lui, sua moglie Salali e i tre Creatori per discutere con calma. Sicuramente sua madre Ninmah era così turbata e spaventata perché in quelle terre erano accaduti fatti davvero raccapriccianti, abominevoli e oscuri che l'avevano sconvolta. Napayshni si domandava continuamente perché suo padre Enki consentisse a sua moglie Ninmah di avventurarsi con loro in quelle imprese molto ardue, pericolose, stancanti e tristi, e la esponesse a brutti pericoli. Sicuramente il Creatore aveva i suoi motivi validissimi e rispettabilissimi, ma comunque secondo il capo villaggio, sottoporre la madre primordiale così anziana e stanca a tutto quello stress e sofferenza non era affatto giusto, corretto e sicuro.
Fu così che il capo villaggio Napayshni seguito da Enki e Enlil raggiunsero Ninmah e Salali che erano ancora sedute sopra un grande masso; Ninmah sembrava si fosse tranquillizzata grazie al coraggio, la premura, l'affetto e la comprensione di Salali. La madre primordiale aveva smesso di piangere e stava sorridendo, la figlia le stava raccontando dei due gemellini che aveva partorito da poco, erano gli ultimi di sette figli, erano bellissimi e dolcissimi si trovavano al villaggio insieme ai nonni. Salali e il marito erano usciti un attimo per fare il solito controllo giornaliero di tutto il territorio, gli uomini erano appena andati a cacciare, e al villaggio c'era tanto cibo per tutti, il loro popolo sarebbe stato felicissimo di avere come ospiti i tre Creatori in persona! Salali aveva spiegato a Ninmah che il popolo pellerossa aveva deciso di abbandonare la tecnologia e vivere con umiltà a contatto con la natura, poiché erano più sereni, così si sentivano più liberi, spensierati e gioiosi! Inoltre per sfuggire ai bombardamenti della guerra avevano deciso di rifugiarsi nei boschi e nelle praterie, mentre le loro città erano state tutte distrutte, e quindi sarebbe stato davvero troppo pericoloso rimanere in quelle metropoli così sofisticate che ai pellerossa avevano piuttosto stufato.
Fu così che i tre Creatori accompagnati dai due capi tribù, raggiunsero l'ultimo villaggio da visitare, furono accolti a braccia aperte, con molto entusiasmo e gioia da tutti i cittadini che prepararono un buon e abbondante banchetto in loro onore, a base di arrosto di bisonte.
Dopo pranzo Enki, Enlil, Ninmah, Salali e Napayshni si riunirono in privato all'interno della loro abitazione, i tre Creatori spiegarono nel dettaglio come era finita la guerra tra gli esseri umani residenti nelle terre centrali e orientali; avvertirono i due capi tribù che erano stati obbligati a togliere la tecnologia agli umani, poiché alcuni di loro non si erano dimostrati abbastanza maturi e coscienti di utilizzarla nel modo più giusto e onesto, ma al contrario erano stati capaci solo di usarla in modo abominevole, violento, distruttivo e pericolosissimo! Per evitare che le popolazioni umane si ricordassero della tecnologia, avevano preferito cancellare la memoria ai terrestri degli eventi accaduti durante l'età dell'oro e di fargli ripartire dall'età della pietra, tutti nessuno escluso, sia quelli che si erano quasi autodistrutti facendosi la guerra, sia gli esseri umani che si erano astenuti ed erano rimasti pacifici, come l'intero popolo dei pellerossa residente nelle due grandi terre gemelle occidentali, e le popolazioni residenti nelle grandi isole sud-orientali. I tre Creatori fecero presente che il villaggio di Salali e Napayshni era l'ultimo, erano gli unici su tutto il pianeta Terra ad essere provvisti ancora di ricordi, poiché non avevano ancora bevuto il loro elisir potentissimo della memoria. Enki ed Enlil avevano conservato le ultime scorte che bastavano giuste per tutti gli abitanti del villaggio nei loro grandi zaini da trekking, né bastava davvero un piccolo sorso per dimenticare tutto; l'elisir era stato prodotto da Enki in persona in laboratorio.
Salali e Napayshni inizialmente non reagirono affatto bene come molti altri esseri umani, non tanto per il fatto di perdere la memoria della tecnologia che avevano raggiunto in millenni di evoluzione, di cui ai pellerossa poco importava, ma perché si sarebbero dimenticati dell'esistenza dei tre Creatori e di tutto il popolo degli Annunaki, e con loro perdevano pure i ricordi della loro stessa origine ancestrale. Avrebbero pure dimenticato la lingua madre del popolo degli Annunaki davvero complicata, che però unificava tutti gli esseri umani del pianeta, tutti loro l'avevano imparata con tanti sforzi e sacrifici! E così la povera Salali scoppiò a piangere disperata, spaventata e sconvolta, e Ninmah senza perdere tempo corse subito da lei a consolarla, incoraggiarla e tranquillizzarla. Mentre il saggio Napayshni si fece serio in volto e si infuriò con Enki ed Enlil e tuonò a gran voce: “Cancellarci la memoria? Con tutto rispetto padre Enki e Re Enlil, ma come osate farci questo spiegatemelo! Possibile che per colpa di certi umani irresponsabili, egoisti e immaturi che come degli idioti si sono dichiarati guerra, e ci è mancato poco che sia noi umani che voi Annunaki saltavamo in aria con questo pianeta, per un motivo così assurdo senza senso, ci dobbiamo rimettere tutti? Ma vi rendete conto di ciò che ci state chiedendo? A noi popolo dei pellerossa della tecnologia non importa proprio niente, ma di voi Creatori che ci avete donato la vita certo che ci importa, noi vi amiamo profondamente, siete i nostri genitori primordiali, la nostra famiglia, la nostra guida spirituale, tutto per noi, come fate a chiederci di dimenticarci di voi Annunaki? Capite che se fate una cosa del genere tutto il genere umano sprofonderà nelle tenebre più terribili e oscure! Per non so quanti secoli e millenni vagheremo nel buio e nella confusione più totale, perché non sapremo più da dove siamo venuti, non avremo più un punto di riferimento e una salda guida spirituale, e ci smarriremo tutti nell'oscurità per l'eternità! Non basterà il grande Spirito, la Sorgente di tutto ciò che esiste, il Dio Universale che unifica tutta l'Umanità e tutto il popolo degli Annunaki, a guidarci per illuminarci la strada, perché noi abbiamo bisogno pure di voi, lo capite questo? Possibile che non c'è un'altra soluzione? Possibile che voi Annunaki che avete una tecnologia così avanzata e sofisticata, non siete stati in grado di creare un altro tipo di siero della memoria? Magari in grado di cancellarci solo la memoria della tecnologia, e non il vostro ricordo?”
Gli sguardi di Enki ed Enlil si fecero molto tristi e sconsolati, il Re degli Annunaki stava per prendere parola per tranquillizzare il terrestre, ma Enki gli fece un cenno che ci pensava lui a calmare suo figlio, poiché era sua responsabilità fondamentalmente, il fratellastro non centrava nulla. Quindi il Creatore si avvicinò al capo tribù e mettendogli le mani sulle spalle, e guardandolo intensamente negli occhi con sguardo dolce e rassicurante gli rispose: “Mio caro figliolo, tu non hai idea di quanto sia stato difficile per noi aver preso questa decisione sin troppo drastica, soprattutto per vostra madre Ninmah, è per questo motivo che lei è scoppiata a piangere disperatamente qualche ora fa. Credimi saggio Napayshni che per gli Annunaki sarà ancor più difficile pensare che i nostri amati figli umani, non si ricorderanno più totalmente di noi i vostri genitori primordiali, è un grande colpo al cuore, non so quanti di noi riusciranno a sopportare tutto questo dolore insostenibile. Infatti una parte di Annunaki, esclusi io è mia moglie e la nostra famiglia si intende, fra cui il qui presente nostro Re Enlil, hanno deciso di partire verso una galassia sconosciuta, lontana pochi anni luce dalla Terra, e ricominciare tutto da capo in un altro pianeta abitabile, per lasciarsi alle spalle tutto questo tormento e tutta questa sofferenza, perché credimi è davvero difficile rinunciare a voi umani. Però mi dispiace figliolo ma purtroppo non vi è altra soluzione, non c'era altro modo per riportare la pace, la tranquillità, la serenità e la sicurezza in questo pianeta, noi non possiamo fare differenze tra voi terrestri non sarebbe affatto giusto, anche se quella parte di Umanità ha davvero sbagliato...ma per noi, voi siete tutti uguali, vi amiamo immensamente tutti alla stesso modo! Ci siamo parecchio spaventati di fronte a quello che è accaduto, abbiamo davvero rischiato una vera e catastrofica estinzione di massa, sia la vostra specie che la nostra! Inoltre abbiamo studiato per parecchi mesi, giorno e notte, diversi antidoti di memoria, ma nessuno di questi che abbiamo inventato era efficace e abbastanza sicuro come questo che vi abbiamo portato oggi. Questo siero è privo di effetti collaterali, è sicuro al cento per cento, non fa male alla salute, e non ha alcuna ripercussione sul vostro sistema immunitario, celebrale e cognitivo. Napayshni devi stare tranquillo figliolo non ti far prendere dal panico, non pensare a cose brutte e insensate, voi umani non finirete mai nel baratro e non vi disperderete nell'oscurità, perché io, vostra madre e molti altri Annunaki rimaniamo qui sulla Terra a vegliare su di voi, vi guideremo e proteggeremo per tutta l'eternità come sempre abbiamo fatto, poiché è questa la nostra missione e il nostro destino.
La nostra razza non si estinguerà, e continueremo ad avere una discendenza, e la nostra e la vostra specie unite insieme, continueranno a convivere su questo meraviglioso pianeta. Anche se vi dimenticherete la lingua degli Annunaki che vi abbiamo insegnato, non vi disperate, perché non ci impiegherete di certo tanto tempo per inventare un vostro linguaggio, ma questa volta più personale; non vi dovete preoccupare, perché noi Annunaki saremo perfettamente in grado di imparare tutte le lingue Umane della Terra che voi inventerete! Infine figlio mio, non devi vedere tutto una tragedia e ingigantire le cose come fatte solitamente voi umani, stai tranquillo respira profondamente ed ascoltami. Dunque ti assicuro che questo antidoto è stato studiato appositamente da me per cancellare i ricordi della tecnologia, ma siccome è parecchio potente, ha pure il potere di cancellare lievemente anche i ricordi relativi alla vostra Creazione e su di noi Annunaki... ma i ricordi non verranno cancellati totalmente, poiché è impossibile figlio mio. Nessun antidoto per quanto sia potente, è in grado di cancellare e distruggere il legame spirituale d'amore puro e infinito che unisce gli Annunaki con gli esseri umani, voi non vi potete, è impossibile che vi dimenticherete di noi, sarete solo provvisti di ricordi frammentari, ma i nostri visi e la nostra civiltà non la scorderete mai del tutto. Eppure la vostra Creazione la ricorderete, ma non nel dettaglio e in modo approfondito come la conoscete adesso! Noi cercheremo di parlare con voi tramite sogni, intuizioni, suggerimenti e illuminazioni, dovete solo imparare ad ascoltare attentamente i vostri cuori e la vostra anima, noi vi guideremo in eterno insieme al Creatore di tutto ciò che esiste, in questo viaggio meraviglioso chiamato vita. Ascoltate i vostri cuori, il rumore dei venti, il fruscio delle foglie, la musica dell'acqua, il canto di un uccello e di un lupo, perché Dio vive in tutto ciò che esiste, e come sentirete la sua voce, udirete pure la voce guida dei vostri Creatori Annunaki, magari come un sussurro che vi parla dal cuore. Noi per l'eternità saremo i vostri spiriti guida è una promessa figlio mio, con tutto il nostro cuore, gli Annunaki mantengono sempre le promesse.
Tutti voi avrete sempre impresso nel vostro cuore, nella vostra anima e nella vostra mente, il viso e gli occhi di vostro padre e di vostra madre, perché i genitori non si possono dimenticare; magari non vi ricorderete tanto di Re Enlil e degli altri Annunaki!”
Enlil in quel momento sorrise al capo tribù, deciso a sdrammatizzare un po' la situazione ed a tranquillizzare il terrestre e rispose: “Saggio Napayshni, ascolta attentamente e fidati di tuo padre Enki perché vi sta trasmettendo degli insegnamenti davvero saggi, profondi e veramente utili che non dimenticherete mai nemmeno se oggi prenderete il siero della memoria; poi noi Annunaki se promettiamo una cosa, manteniamo sempre la parola, non vi abbiamo mai deluso in questo senso o sbaglio? Inoltre ti assicuro figliolo che non è essenziale ricordarsi della mia brutta faccia vecchia e piena di rughe, l'importante per me e che vi ricordate di Enki e di Ninmah, poi l'altro non è fondamentale fidati!”
Il Saggio Napayshni si sentì più tranquillo al sentire le parole rassicuranti di suo padre, se si trattava di perdere la memoria solo parzialmente si poteva pure fare, d'altronde era la cosa più giusta da fare, non c'era proprio altra soluzione; anche se gli dispiaceva davvero tanto che Re Enlil e molti altri Annunaki avevano deciso di partire e raggiungere un altro pianeta, per ricominciare tutto da capo. Tuttavia al capo villaggio non gli andava proprio di vivere in perenne turbamento, tensione e ansia, con l'incubo che gli altri umani usassero nuovamente la tecnologia in modo così scorretto, con il rischio nuovamente di saltare tutti in aria insieme alla Terra! Alla fine Enki aveva ragione, anche se tutti gli umani avrebbero bevuto quel siero potentissimo, sarebbe stato impossibile dimenticarsi dei loro Creatori, poiché erano uniti da un legame troppo forte, profondo ed eterno. Inoltre anche se avrebbero scordato la lingua mondiale degli Annunaki non era un fatto tanto grave, poiché il loro linguaggio era davvero troppo sofisticato, a tutti gli umani aveva fatto sempre girare la testa e attorcigliare la lingua! Quindi Napayshni sorridendo con complicità ad Enki lo abbracciò forte con affetto e rispetto, acconsentendo alla loro decisione, promise che ci avrebbe pensato lui a far bere quella notte il siero a tutti i cittadini. Subito dopo sorrise in modo ironico e giocoso a Re Enlil dandogli affettuosamente una pacca sulla spalla, ed esclamò: “Ma quando mai Re Enlil, non possiamo di certo dimenticarci del vecchio Sovrano degli Annunaki, sei indimenticabile e leggendario caro Enlil! Sembri tanto burbero, alle volte un po' troppo intrattabile, severo e rigido... ma invece è tutta apparenza, alla fine sei un pezzo di pane anche tu, come tutti gli Annunaki! Mi dispiace tanto Enlil che tu e altri Annunaki avete deciso di lasciare questo pianeta, però alla fine è giusto così, perché anche la vostra specie ha diritto alla serenità, e di ricominciare una vita dignitosa, tranquilla e onesta, senza avere il pensiero e la preoccupazione continua di noi umani! Poi mio caro vecchio Sovrano degli Annunaki, lo so benissimo che anche tu ti sei affezionato a tutta l'Umanità, anche se lo mascheri bene, ma sono sicuro che non potrai stare lontano troppo tempo da noi, e ritornerai presto, magari a farti un viaggio di svago e una gita galattica sulla Terra, a bordo dei vostri dischi volanti! Ehehehehhe”
Fu così che Enki, Enlil e il capo tribù Napayshni chiamato pure il grande e valoroso guerriero leggendario, il più saggio, influente, potente, rispettato e ammirato, dall'intero popolo pellerossa residente in tutta l'America settentrionale, si abbracciarono fortemente con affetto e rispetto, poi scoppiarono in una bella risata contagiosa in compagnia! In quell'istante li raggiunsero pure Ninmah e Salali che si erano trasferite a parlare tra donne nella camera da letto dei capi tribù. Anche la dolce Salali sembrava che si fosse tranquillizzata, poiché la saggia, affettuosa e premurosa madre primordiale le aveva fatto un discorso simile a quello che aveva appena fatto Enki a Napayshni.
Inoltre Ninmah e Salali si erano fatte una promessa; Salali avrebbe sempre indossato sino alla fine dei suoi giorni la collana che le aveva regalato Ninmah, e l'avrebbe tramandata a tutta la discendenza di donne che avrebbero ereditato il trono di Regina del villaggio.
Salali era sicura che non l'avrebbe mai tolta, anche se la mattina successiva si sarebbe risvegliata purtroppo, con i ricordi molto frammentari e confusi, poiché amava sua madre profondamente più di sé stessa, era troppo legata a lei, e quella collana aveva un valore davvero prezioso e inestimabile! Tramite quell'oggetto che aveva un forte e profondo significato affettivo sia per Ninmah sia per Salali, la grande madre primordiale avrebbe cercato di mettersi in contatto con loro, usando il potere della telepatia che legava gli Annunaki a tutti gli esseri umani. Era sufficiente che si concentrassero, liberassero la mente da ogni pensiero e ascoltassero il cuore e la loro coscienza. Anche Napayshni promise a Ninmah che non si sarebbe mai tolto il braccialetto che le aveva regalato, e avrebbe tramandato il prezioso oggetto a tutti i prossimi capi tribù del villaggio.
Fu così che Enki, Enlil, Ninmah, il saggio Napayshni e la dolce Salali trascorsero una bella serata in compagnia, conversando allegramente.
Quell'evento non fu la fine, ma l'inizio di un nuovo capitolo della storia umana, della storia che noi conosciamo bene, perché è raccontata nei nostri libri di scuola, in cui l'intera umanità avrebbe imparato a camminare veramente e autonomamente con le proprie gambe, anche sbattendo la testa più volte e prendendo strade giuste o sbagliate, senza più dipendere totalmente dai loro Creatori, come era successo durante l'età dell'oro, dove gli Annunaki, accecati dal loro amore immenso ed eterno, avevano dato tutto agli esseri umani troppo velocemente, anche viziandoli parecchio senza volerlo.
Fu l'inizio del passaggio di tutta l'Umanità dall'età infantile a quella adolescenziale, e i tempi contemporanei del 21 secolo sarebbero quelli decisivi, in cui l'Umanità dovrebbe essere abbastanza matura e autocosciente, per passare autonomamente con serenità e umiltà all'ultimo gradino evolutivo, cioè attraversare il passaggio dall'età adolescenziale a quella finalmente adulta, matura, responsabile, autonoma e autocosciente, per diventare finalmente ancor più vicini di spirito, di cuore, di saggezza e di intelligenza ai loro Creatori: gli Annunaki.

To be continued...
Un abbraccio forte ed a presto,
Ninmah Damkina.



Preghiera Indiana sull'amore












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